1 SET – Il termine tecnico è un po’ complicato:
enuresi notturna. Ma sta a significare qualcosa che tutti conosciamo, più o meno da vicino: la
pipì a letto durante la notte. Per la disperazione dei genitori e il profondo imbarazzo dei bambini. Un fenomeno molto diffuso, più di quanto si immagini: in Italia soffre di questo problema un milione di giovanissimi tra i 6 anni (l’età critica) e i 14. Più maschi che femmine.
L’enuresi notturna
Ma
che cosa è l’enuresi? I medici dicono che è una minzione involontaria ma completa durante il sonno, oltre l’età in cui il controllo della vescica è di solito già raggiunto (circa 5-6 anni). Perché si parli di
enuresi notturna, basta che questo problema si manifesti due volte la settimana, per 3 mesi consecutivi.
A differenza dell’
incontinenza, l’enuresi è indipendente dalla presenza di altre patologie (problemi urologici, neurologici o metabolici). E può avere una certa parte di ereditarietà: se i genitori del bambino hanno avuto lo stesso problema, è probabile che anche il piccolo se lo porterà dietro per qualche tempo.
Le cause dell’enuresi notturna
Gli esperti escludono che dietro l’enuresi notturna ci sia soltanto una tipologia di cause, ma piuttosto più fattori concomitanti.
- Di sicuro, l’aspetto psicologico è fondamentale. Perché fare pipì a letto rappresenta un motivo di sofferenza per il bambino, che perde autostima e ne risente sotto forma di problemi di comportamento.
- Poi ci sono fattori emotivi: trovarsi in casa propria o fuori casa;
- quindi i fattori esistenziali, come la nascita di un fratellino o un brutto voto a scuola;
- infine i fattori educazionali, nel senso di convinzione o meno di poter controllare il sintomo.
Le cure dell’enuresi notturna
Come si cura l’enuresi notturna? Anzitutto, il problema non va affrontato prima dei 6 anni del bambino o anche più tardi, perché prima si comincia il trattamento, meno sarà efficace.
In realtà, non esiste una
terapia dell’enuresi, ma piuttosto un ...