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il 09/02/2012 10:30:43 Laura ha scritto:
una quasi novità
     Mi sembra stia prendendo sempre più piede anche l'allenamento funzionale con le kettlebell...
 
il 09/02/2012 10:24:13 Laura ha scritto:
non me ne parlate...
     E' come dice l'articolo, ormai tutto è asettico e ogno detergente deve uccidere il 100% dei germi. L'organismo non si confronta più con le minacce est...
 
il 09/02/2012 09:41:06 io ha scritto:
7 difetti
     personalmente di un uomo mi piace che nn fumi, nn beva, nn dica parolacce in continuazione, nn si lasci andare e poi ...che sia un uomo!...
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Redazione Staibene.it - 8  Febbraio  2002

Mucca pazza, la malattia che dai bovini passa all'uomo

Quando e perché è nata, come e dove si è diffusa, i rischi, le precauzioni da adottare


Per gli scienziati è un grattacapo in gran parte ancora da risolvere, per i politici di tutta Europa ormai un vero e proprio incubo. Ma cos'è davvero l'encefalopatia spongiforme bovina? Perché continua a diffondersi? Quali sono i rischi che corre l'uomo? Quale la situazione in Italia?

L'ESB o BSE nell'acronimo inglese (Bovine spongiform encephalopathy), è una malattia neurologica degenerativa e mortale che colpisce i bovini. Appartiene a quel gruppo di malattie chiamate encefalopatie spongiformi trasmissibili (EST). L'ESB ha fatto la sua comparsa come nuova patologia nel Regno Unito nel 1985 ed è stata descritta ufficialmente l'anno seguente. In seguito, la malattia ha assunto l'andamento di una vera e propria epidemia: al 2 aprile '99 ne erano stati colpiti 174.433 bovini di oltre 34 mila allevamenti della Gran Bretagna. La prima particolarità della BSE rispetto alle altre encefalopatie spongiformi trasmissibili risiede nella sua ampia diffusione: le altre EST, infatti, sono caratterizzate da un andamento sporadico.

Gli studiosi sono ormai abbastanza concordi nel legare con un nesso di causa-effetto l'encefalopatia spongiforme bovina e la malattia di Creutzfeldt Jacob (MCJ), patologia neurologica incurabile e mortale che colpisce gli esseri umani. La MCJ appartiene alla famiglia delle encefalopatie spongiformi umane e si presenta in due forme, quella classica e un'altra nota come nuova variante della malattia di Creutzfeldt Jacob (nvMCJ), comparsa in Gran Bretagna nel 1995. Nel marzo dell'anno successivo, il ministro della Sanità inglese ammise che 14 persone erano morte in seguito a questa patologia e che, probabilmente, si erano ammalate per aver mangiato tessuti bovini infettati da ESB. Secondo alcuni studi, infatti, l'agente che provoca l'encefalopatia spongiforme bovina è lo stesso della nvMCJ.

Ogni microrganismo e quindi anche tutti gli agenti infettivi conosciuti, includono nella loro struttura - anche la più semplice, come nei virus - una quantità di materiale genetico (DNA o RNA), dal quale è possibile risalire al "progetto di vita" dell'organismo stesso. Studiando la sindrome della mucca pazza si è scoperto, invece, che una serie di malattie che colpiscono il sistema nervoso, come quella di Creutzfeldt Jacob, sarebbero da attribuirsi a una semplice proteina (una glicoproteina) che, priva di corredo genetico, è capace di autoreplicarsi, di causare danni di tipo degenerativo e irreversibile alle cellule nervose, di passare da un organismo a un altro, di differenziarsi in ceppi riconoscibili. Questa particella, chiamata prione, ha un'altra sconcertante caratteristica: infettare organismi di specie diverse (non tutte, ma senz'altro alcune) da quelle del soggetto di provenienza. Anche la grande variabilità dei tempi di incubazione (anni o addirittura decenni) rende il lavoro degli scienziati ancora più complesso.
Il prione viene assunto dall'esterno, per contagio. Questa eventualità è l'unica che può rendere ragione dell'andamento epidemico osservato per la BSE. Ma come e quando avviene la trasmissione da un organismo all'altro, nel caso specifico dal bovino all'uomo? L'ipotesi più diffusa è l'ingestione di tessuti infetti, ma non vanno esclusi anche altri meccanismi come la trasmissione diretta, l'inquinamento di stalle, pascoli, ricoveri frequentati da animali ammalati.

Da qualche decennio in zootecnia si integra l'alimentazione con farine di carne, ottenute come sottoprodotti della lavorazione di ...




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