Rifarsi il seno, sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva, non è uno scherzo. Anche se le motivazioni (psicologiche o anche fisiche) che spingono all’operazione sono forti, è importante conoscere a fondo tutte le implicazioni collegate all’impianto di protesi di diverse forme e dimensioni. Tutto ciò, per scongiurare ogni malinteso e arrivare preparate al momento dell’operazione: mai come in questo caso, decidere alla cieca è un errore.
L’età giusta per l’operazione
L’età minima per sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva coincide con il compimento dei 18 anni: è allora, infatti, che il seno può dirsi completamente sviluppato. E quella massima? Dipende dall’elasticità dei tessuti e dalla capacità di resistenza della pelle.
Perché ci si opera
Non basta solo volere un seno più prosperoso e femminile. In realtà, all’intervento di mastoplastica additiva bisognerebbe ricorrere solo in casi precisi: ipoplasia (quando cioè il seno è scarso o addirittura inesistente), ipotrofia causata dall’allattamento, seni di volume differente tra loro. Sempre e comunque, il chirurgo dovrebbe indagare i veri motivi per cui la paziente decide di operarsi.
Come ci si prepara all’intervento
Dopo un check-up approfondito sulla paziente, per scongiurare la presenza di patologie mammarie (eventualmente con la consulenza di un senologo), il chirurgo sceglie con la paziente la forma della protesi che impianterà. Il materiale è il silicone, non più il gel che si usava fino a qualche anno fa: il vantaggio sta nel fatto che anche in caso di rottura del suo involucro, non fuoriesce.
L’operazione e la convalescenza
L’intervento si effettua in anestesia totale e dura circa 90 minuti. Richiede di trascorrere almeno una notte in clinica, per sicurezza. Per tornare alla normalità serve qualche giorno, ma per movimenti più impegnativi (per esempio, la ginnastica in palestra) sono necessarie ...