articolo
Sono una delle soluzioni più pratiche, gustose e nutrizionalmente corrette che si possano immaginare. Parliamo dei filetti di pesce, che negli ultimi tempi si sono conquistati sempre più spazio sulle nostre tavole. Il motivo? Sono già puliti, privi di spine, si cucinano con facilità e risultano sempre molto buoni. Il problema, però, è che anche acquistandoli in pescheria, o sul banco del pesce della grande distribuzione, è difficile capire se e quanto siano davvero freschi. A differenza del pesce intero, infatti, è impossibile basarsi su indicatori come gli occhi, le branchie, le squame... Ma non basta: grazie alla globalizzazione, non sempre quello che troviamo è davvero un filetto di platessa o una sogliola o un merluzzo. Già , perché esistono specie molto simili a quelle che conosciamo bene, che provengono però dai mari più esotici. E allora, come comportarsi?
Dai Paesi esotici
Facciamo qualche esempio. Spesso, al posto di pesci a noi familiari come la sogliola o la gallinella, ci viene venduto un pesce proveniente addirittura dal Vietnam: si tratta del Pangasio, allevato nel fiume Mekong, importato in filetti congelati e venduto scongelato. E ancora: il Persico Africano del lago Vittoria in Tanzania, o la limanda decongelata dell'oceano Pacifico, sono spacciati per platessa. Per non parlare del merluzzo sudafricano o sudamericano, di cui si millanta la provenienza dai mari del nord Europa. Il fatto di presentarsi sfilettati li rende praticamente impossibili da distinguere, anche per i responsabili degli acquisti della grande distribuzione. Che finiscono per comprarli, attratti dai prezzi decisamente più bassi.
Occhio ai rischi
Ma non è solo un discorso economico. Entra in ballo, infatti, anche la sicurezza alimentare. Difficile, infatti, avere consapevolezza del rischio che può essere collegato a una specie che non si conosce: certi pesci, infatti, possono essere più suscettibili alla presenza di batteri particolari. Non solo: il pericolo più serio arriva dai filetti che, giunti congelati nel nostro Paese, vengono scongelati e venduti come freschi.
L'etichetta
Dal punto di vista nutrizionale, i "cloni" esotici dei nostri pesci mediterranei sono inferiori: il Pangasio, per esempio, è meno nobile della sogliola, avendo per esempio molti meno acidi grassi omega 3, oltre che sapore diverso e più povero.
Che fare per difendersi? Il primo consiglio è ovviamente quello di rifarsi alle etichette, che prevedono informazioni sul nome commerciale della specie, sul metodo di produzione (pescato o allevato?), sulla zona di provenienza. Ma è importante anche affidarsi al buon senso (rivolgersi solo a pescherie o negozianti di fiducia, informarsi sempre sulla provenienza del pesce) oppure visitare i siti delle associazioni dei consumatori e del ministero delle politiche agricole e forestali: le guide per orientarsi in un settore così delicato non mancano.Ti interessano i temi collegati al pesce? Leggi anche:
Meglio il pesce pescato o di allevamento?
Sushi? Sì, grazie. Ma con cautela…
La classifica dei pesci più calorici
Come si riconosce il pesce fresco
Impara a riconoscere il pesce di stagione tutto l’anno