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Come ogni estate, è tempo di zanzare, una delle insidie più temute delle vacanze. Neutralizzate attraverso spray, Autan, Vape, repellenti naturali, prodotti omeopatici e quant'altro, accanto alle due specie più diffuse in Italia, la Culex pipiens e la Aedes, è comparsa negli ultimi anni, soprattutto nelle grandi città, l'ormai tristemente famosa zanzara tigre.Conclusa la grande stagione della disinfestazione, questo è il tempo di fare attenzione perché il pericolo si annida ovunque, persino nei sottovasi dei fiori, come sottolineano da tempo gli entomologi, preoccupati più per gli effetti nocivi di molti degli antidoti predisposti (gli zampironi al piretro e i prodotti che emettono fumi contengono sostanze velenose anche per l'uomo) più che per la reale pericolosità della zanzara stessa.Ciò che differenzia l'Aedes albopictus - questo è il nome scientifico della zanzara tigre - dalle altre specie è che viaggia (e colpisce) di giorno ed è stanziale, nel senso che in volo si sposta per non più di 300 metri e non per chilometri, come le altre. In compenso, però, la sua puntura può provocare reazioni allergiche.Ogni zanzara depone 300-400 uova ed è sufficiente un po' d'acqua per consentire la metamorfosi, anche a distanza di giorni: il pericolo si annida, quindi, nell'acqua stagnante. Per fronteggiarlo, è necessario, laddove possibile, cambiare l'acqua periodicamente oppure versare gocce d'insetticida, anche se il rischio è di innestare mutazioni nelle zanzare, tali da renderle immuni.In conclusione, coprirsi il più possibile, riducendo il grado di esposizione, rimane il rimedio più efficace. Per il resto, è bene coltivare un sano spirito di sopportazione, sperando di essere fra i fortunati insensibili alla saliva delle zanzare.Redazione Staibene.it - luglio 2001