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Quasi tre italiani su quattro (il 73,3%) stanno continuando a mangiare carne nonostante anche in Italia sia stato diagnosticato il primo caso di variante umana del morbo di Creutzfeldt Jakob, mentre il 32,1% sarebbe disposto a pagare una tassa supplementare pur di avere carne davvero sicura.E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio condotto da Staibene.it, il primo portale italiano di salute e benessere, in collaborazione con l'Istituto di medicina sperimentale del Cnr.Il 65% dei votanti non intende pagare alcun ticket, come aveva proposto poco tempo fa il ministro per le Politiche agricole Giovanni Alemanno.La rilevazione on line si proponeva anche lo scopo di confrontare l'impatto sull'opinione pubblica dei due diversi picchi d'allarme: il primo quando esplose il caso "mucca pazza", il secondo quando si è diffusa la notizia del primo contagio in Italia.Nonostante un anno fa le istituzioni ci avessero rassicurato sulla sicurezza delle carni, il 35,9% degli italiani oggi ricorda di averne ridotto il consumo e il 21,4% di avere smesso di mangiarne. Al secondo recente allarme, invece, gli italiani hanno reagito diversamente: il 73,3% ha detto di aver continuato a usare la carne in cucina nonostante i mass media diffondessero la notizia della ragazza siciliana colpita dalla variante umana della Bse.Questo atteggiamento si spiega, almeno in parte, analizzando l'ultima domanda del sondaggio di Staibene.it: "ritenete che le misure adottate in Italia in quest'ultimo anno stiano garantendo la sicurezza delle carni?", ha risposto sì il 40,5% degli utenti, non so il 23,7%, no il 35,9. Laura Garofalo, redazione Staibene.it - febbraio 2002