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Jet lag, quando il fuso orario rende fusi

Ecco come prevenire, affrontare e risolvere i disagi dovuti ai lunghi voli intercontinentali

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Quale può essere l’unico aspetto negativo di un bel viaggio esotico, con tanto di volo intercontinentale lungo chissà quante ore? Il jet lag. Se non avete confidenza con l’inglese o frequentate poco gli aeroporti, sappiate che si tratta di quel senso di malessere diffuso causato da lunghi spostamenti in aereo. Nulla di pericoloso, solo un insieme di sintomi di tipo psicologico e fisico. Quanto conta la direzione Accanto a irrequietezza, irritabilità e nervosismo, si avvertono in genere anche un senso di stanchezza, torpore, talvolta stipsi. Tutto dipende da come reagisce l’organismo al cambiamento del fuso orario e a diversi altri fattori. La direzione in cui si viaggia, per esempio: volare verso est equivale a correre indietro nel tempo. E questo può rappresentare un problema per il nostro corpo, costretto a ripercorrere a ritroso i ritmi del suo metabolismo, che sono sì elastici, ma fino a un certo punto. Qualche disagio si avverte comunque anche viaggiando in direzione ovest: ma in questo caso il rischio più grosso che si corre è di addormentarsi durante la cena. E tutt’al più in un paio di giorni al massimo tutto torna alla normalità. Prevenire il problema Se non proprio prevenire, il jet lag si può attenuare. Cominciando dal cibo: fate attenzione a quello che mangiate prima di salire a bordo e durante il volo. Meglio restare leggeri, per non sovraffaticare l’organismo già provato dal lungo viaggio, ed evitare caffè, tè ed alcol. L’unico liquido che si può bere in quantità è l’acqua, fondamentale per far fronte ai disagi provocati dall’atmosfera particolarmente fredda e secca all’interno dell’aereo (causa di disidratazione). Utile anche un po’ di moto: la posizione seduta rende tutto più difficile. Alzarsi di tanto in tanto e fare due passi lungo il corridoio, uniti a qualche allungamento dei muscoli delle gambe, è molto salutare. Ma la melatonina funziona o no? Molti ne parlano, pochi la conoscono, pochissimi la usano. È la melatonina, l’ormone prodotto dall’organismo che serve a regolare i ritmi del sonno. Proprio perché il cambio di fuso orario ne altera la produzione, portando ad aver sonno di giorno e a non dormire la notte, può essere utile integrarla assumendola in pasticche. In Italia si vende in farmacia: non serve la prescrizione, ma è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico, sia per le dosi sia per sapere se nel vostro caso è davvero efficace. Ti interessano i temi collegati ai problemi in viaggio? Leggi anche: Il jet lag si combatte digiunando 16 ore Ecco la dieta anti jet lag Basterà una pillola per risolvere il jet lag I farmaci salva-vacanze da mettere in valigia 10 regole per evitare le infezioni in crociera La cronobiologia: ogni farmaco va preso all’ora giusta L’appetito vien… viaggiando! TEST: dimmi come dormi, ti dirò come stai

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