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Il sole è un ottimo alleato nella lotta al tumore alla prostata. Esporsi ai suoi raggi ogni giorno, naturalmente proteggendosi in modo adeguato, può addirittura dimezzare il rischio di cancro. La buona notizia per i patiti dell’abbronzatura arriva da un vasto studio Usa su esposizione ai raggi Uv, vitamina D e cancro alla prostata, pubblicato su “Cancer Research”. “Fino ad oggi di questo tumore conoscevamo solo fattori di rischio che non si potevano modificare: età avanzata, colore della pelle e il fatto di vivere a latitudini settentrionali”, ha detto Gary Schwarz della Wake Forest University di Winston-Salem (North Carolina). Lo scienziato, insieme a un team del Northern California Cancer Center di Union City, ha cercato di fare chiarezza. I ricercatori hanno misurato la pigmentazione di 450 uomini bianchi con tumore della prostata avanzato, confrontando i dati con quelli di 455 persone senza la malattia.Per ogni persona coinvolta nello studio il team ha calcolato anche la differenza nella colorazione delle parti esposte naturalmente al sole e di quelle coperte, esaminando la parte interna del braccio (raramente raggiunta dai raggi) e la fronte (la cui pigmentazione riflette l’abitudine a stare all'aperto). Scoprendo che gli uomini più abbronzati in viso erano il 49% di volte meno esposti al rischio di ammalarsi di cancro alla prostata, rispetto a quelli con una pigmentazione più omogenea. Insomma, la tintarella della fronte è spia di una vita all’aperto e di una maggiore esposizione ai raggi, che quindi si sono rivelati decisamente benefici. Non solo, ma anche gli uomini con recettori della vitamina D particolarmente attivi si sono rivelati più protetti. L'aiuto del sole, però, deve tenere conto anche dei pericoli di un’esposizione selvaggia, all'origine di melanomi. Per questo motivo gli esperti sottolineano l’importanza di un’abbronzatura controllata e protetta, ma anche dell’assunzione di integratori a base di vitamina D.Redazione Staibene.it - giugno 2005