articolo
Pratica, utile, alleata fedele di un’alimentazione sana ed equilibrata. Ma soprattutto capace di “sfornare” pietanze dieci e lode. È la pentola a pressione, che più di 15 milioni di famiglie italiane usano almeno due volte la settimana. Inventata dal medico e fisico francese Denis Papin nel 1682, permette di dimezzare i tempi di cottura, ridurre l’esposizione degli alimenti alle alte temperature e di usare poca acqua per la bollitura delle verdure. Tutti fattori che garantiscono la conservazione ottimale di molte sostanze benefiche per l’organismo, contenute in carne e pesce, che con i metodi tradizionali tenderebbero invece a disperdersi.
Gustosa, ma light
La pentola a pressione è amica inseparabile di chi vuole (o deve) tenere sotto controllo il proprio peso. Con i condimenti quasi azzerati, l’apporto calorico si fa molto limitato, senza che il sapore ci rimetta in gusto e qualità. Risultato: la linea ringrazia.
Ma com’è possibile che si possa preparare una pietanza (non solo verdure, come comunemente si pensa, ma anche carne stufata, arrosto o lessa) in questo modo? Tutto dipende dalla chiusura ermetica della pentola, che limita la fuoriuscita del vapore dell’acqua o degli altri liquidi di cottura. All’interno, in questo modo, si raggiunge una temperatura (circa 120°) che con la cottura tradizionale sui fornelli non si riuscirebbe a ottenere. A temperature così elevate, la cottura è molto più rapida (senza contare il risparmio di gas o corrente elettrica, a secondo del tipo di cucina che si usa).
Piccoli trucchi
Ecco qualche idea per far rendere meglio durare di più la propria pentola a pressione.
1) Estraete spesso la valvola automatica e pulitene i fori di scarico con cura. Levate con attenzione i residui di grasso, in modo da facilitare lo scorrimento del cappuccio durante la cottura.
2) Controllate spesso le guarnizioni di gomma del coperchio, che possono indurirsi o deformarsi. Se screpolate o rotte, sostituitele.
3) Non riempite mai del tutto la pentola a pressione. Rispettate i segni che trovate sulle pareti interne: indicano il livello massimo che può essere raggiunto dall’acqua. Alcuni cibi (patate, cavolfiore, ceci) aumentano di volume durante la cottura, altri (la verza) possono galleggiare: tenendovi un po’ al di sotto dei limiti, eviterete il pericolo di ostruzione delle valvole.Ti interessano i temi collegati ai metodi di cottura? Leggi anche:
I metodi di cottura più sani
Le verdure? Meglio cuocerle al microonde
Una dieta-tipo di soli cibi cotti al vapore
TEST: conosci i trucchi per cuocere la pasta?