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Piercing, come e da chi farlo in sicurezza

Consigli per riconoscere un operatore professionista per “bucare” la pelle, per evitare infezioni anche molto serie

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Fino a qualche tempo fa, il piercing veniva visto come una stranezza per tipi bizzarri, un vezzo da star annoiate o una forma giovanile di ribellione. Ora che la pratica di perforare lo strato superficiale della pelle per incastonarvi un anello o un altro gioiello è sempre più diffusa, vale la pena di analizzarne i rischi. Occhio al punto del corpo che si buca Di per sé, il piercing non è pericoloso. Lo può diventare, però, se non si prendono le dovute precauzioni. A cominciare da dove si decide di “bucare”, perché non tutte le parti del corpo sono uguali: nessun problema per ombelico, orecchio e sopracciglio, ad esempio; ma bocca, naso e organi genitali (qualcuno fa i piercing anche lì…) sono le aree più delicate e a rischio infezione. Perforando il naso si crea infatti un canale di comunicazione tra le mucose interne e l’ambiente esterno, esponendo l’organismo al contatto diretto con i batteri. Nel caso poi della bocca (labbra, lingua) e dei genitali, il piercing provoca delle lesioni su tessuti particolarmente irrorati dalla circolazione sanguigna. E nei fori praticati può introdursi di tutto: sporcizia e germi di ogni tipo. Scegliete solo professionisti La raccomandazione fondamentale è di evitare il fai-da-te (cui molti giovani ricorrono perché i piercing sul corpo sono molto più costosi di quelli all’orecchio) e di rivolgersi soltanto a operatori professionisti: in questo modo si scongiura ogni rischio di infezioni anche molto serie (le epatiti B e C o addirittura l’Aids). Ma come riconoscere un professionista? Ecco le sue caratteristiche, secondo il professor Sergio Chimenti, direttore della clinica dermatologica della II Università degli studi di Roma, Tor Vergata. Un piercer professionista usa attrezzatura sterile e monouso. Lavora in ambienti chiusi al pubblico e tenuti rigorosamente separati dal resto dello studio. Non utilizza mai quella speciale pistola che “spara” il gioiello nella pelle, perché rischierebbe di lacerare la pelle o la cartilagine, ma solo aghi sterilizzati e monouso. Avverte sempre il suo cliente dei possibili rischi di rigetto e di tutte le problematiche che potrebbero insorgere. Sconsiglia di inserire nel corpo oggetti in nichel o cromo (potenziali responsabili di dermatiti allergiche), a favore invece di leghe di platino, oro o argento.(Valentino Maimone) Ti interessano i temi collegati alla pelle? Leggi anche: Le 10 sostanze più a rischio dermatite da contatto Tatuaggi sicuri, vademecum per non avere problemi Sarà herpes? Ecco i sintomi inequivocabili Funghi della pelle, come prevenirli ed eliminarli Unghie, specchio di buon (o cattiva) salute Pelle, la nostra prima barriera di salute 8 cose che non sapevi sui lividi TEST: fai il check up alla tua pelle

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