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L’inquinamento atmosferico influenza pesantemente la fertilità maschile. Smog, polveri sottili & Co. incidono in un modo del tutto inaspettato su quantità e qualità degli spermatozoi. Con la conseguenza che gli uomini si ritrovano sempre meno in grado di procreare. Ma non è solo quello che inquina l’aria a dover preoccupare…
Fertilità in crisi
La fertilità – già in crisi nella donna per
tanti altri fattori – è a rischio. I dati raccolti a livello internazionale raccontano una realtà più che inquietante: negli ultimi cinquant’anni si è dimezzata la produzione di spermatozoi nell'uomo; negli ultimi venti, sono raddoppiati i casi di cancro ai testicoli. Nel mirino sono le sostanze chimiche presenti in quasi tutti i prodotti di uso quotidiano, e utilizzate per ammorbidire la plastica, che agiscono direttamente sull'organismo alterandone il sistema ormonale.
Dell’ incidenza dell’inquinamento sulle capacità procreative del maschio si è occupato uno studio condotto dal francese Pierre Jouannet, ex primario di biologia della riproduzione all'ospedale Cochin di Parigi. Secondo i risultati di questa indagine, la popolazione maschile della capitale francese ha perso negli ultimi vent'anni il 40% dei propri spermatozoi e quelli rimasti sono di qualità mediocre, cioè hanno una minore mobilità.
Pericolo di contaminazione
Come se non fosse abbastanza, un laboratorio francese avrebbe dimostrato il legame diretto tra il contatto di alcuni agenti chimici per ammorbidire la plastica che si trova in alcuni contenitori alimentari (per esempio i biberon) e in creme cosmetiche, deodoranti, saponi, e il calo di spermatozoi. Addirittura, spesso la contaminazione avviene già nel ventre materno, motivo per cui alcune cliniche in Francia hanno deciso di vietare qualsiasi cosmetico. Ti interessano i temi collegati all’inquinamento? Leggi anche:
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