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Pidocchi, stop a pregiudizi e falsi miti

Eliminare le lendini e liberare la testa di tuo figlio è facile, veloce e indolore. Tutto quello che devi sapere per non allarmarti senza motivo

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Le generazioni passano, ma gli alunni delle scuole elementari continuano a dover fare i conti con i compagni di banco più sgradevoli e indesiderati: i pidocchi. Le cifre ufficiali (secondo il Bollettino epidemiologico nazionale dell’Istituto superiore di Sanità) non sono recentissime, ma testimoniano comunque una crescita notevole dei casi di pediculosi. E si tratta per giunta solo dei casi denunciati, quelli cioè di alunni che hanno presentato il cerficato medico, ai quali vanno quindi aggiunti tutti i bambini i cui genitori, avvistato il primo animaletto tra i capelli, hanno provveduto senza tanto clamore. Fenomeno in aumento “In effetti oggi il fenomeno è in aumento”, dice il professor Modesto Mendicini, libero docente in clinica pediatrica e puericultura dell’università La Sapienza di Roma, “proprio per il grande numero di bambini che convivono nella stessa aula. Ma non c’è nulla per cui allarmarsi. I pidocchi non portano malattie e non provocano altri problemi se non quello di un fastidioso prurito al cuoio capelluto. Inoltre il problema si risolve facilmente sia dal punto di vista della prevenzione sia da quello dell’eliminazione dei parassiti dei capelli”. Le regole per eliminarli Niente panico, dunque, ma poche semplici regole: “Prima di tutto”, chiarisce Mendicini, “sfatiamo il mito che i pidocchi nascano in ambienti dove ci sia una scarsa igiene. Anzi, in genere prediligono proprio le teste pulite. E visto che il vero e unico problema è che i pidocchi si trasmettono con una facilità impressionante, l’ideale sarebbe arredare le scuole con attaccapanni e armadietti separati il più possibile tra loro. Visto che molto spesso ciò non accade, consigliate al vostro bambini di non appendere cappotto, cappello e maglione sopra quello dei compagni. Fategli capire che è meglio sistemarli sulla spalliera della sedia”. Altro falso mito: è meglio tenere i capelli molto corti, se non proprio rasati a zero. “E’ del tutto inutile”, continua Mendicini, “così come è altrettanto vano lavare una testa non ancora infestata con shampoo curativi: contengono sostanze chimiche molto aggressive, l’unico risultato che avreste è rovinare il cuoio capelluto del bambino”. Giusto invece controllare la testa di vostro figlio una volta alla settimana per verificare se ci siano i lendini, cioè le uova dei pidocchi. Si vedono ad occhio nudo e somigliano a piccolissime perle attaccate lungo il capello”. Mai drammatizzare A questo punto la ricetta è semplice: “Dopo aver lavato i capelli con acqua e aceto, le lendini verranno via facilmente con l’aiuto di un pettinino a denti strettissimi. Basterà un paio di lavaggi con uno shampoo specifico, che si compra in farmacia, per dire addio ai pidocchi”. Un ultimo consiglio ai genitori? Non drammatizzate, i pidocchi sono molto più facili da eliminare della forfora, per esempio. A volte i bambini con i pidocchi si sentono esclusi o sviluppano un senso di colpa. Piuttosto, tranquillizzateli il più possibile”. Ti interessano i temi collegati alla salute dei bambini? Leggi anche: Tutto sulla salute dei nostri figli Diciamo basta con la forfora! Asma e studenti, consigli per il ritorno a scuola 5 strategie per non crescere figli viziati TEST: sai come si elimina la forfora?

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