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Le farmacie cambiano pelle. Non più solo negozi di medicinali da prescrizioni o farmaci da banco, termometri, spazzolini e cosmetici, ma veri punti di riferimento per il cittadino a sostegno della prevenzione primaria. È appena entrato in vigore, a due settimane dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il decreto del ministro della Salute Ferruccio Fazio datato 16 dicembre 2010, che istituisce le “farmacie dei servizi”: da oggi diventa possibile sottoporsi, in tutte le farmacie pubbliche e private italiane, a una serie di esami e test che prima potevano essere fatti soltanto in ambulatori e ospedali.
Quali esami si potranno fare
Diverse le novità introdotte dal decreto. In farmacia sarà anzitutto possibile prenotare visite specialistiche ambulatoriali presso strutture pubbliche e private convenzionate, pagare i relativi ticket, ritirare i referti.
Si potranno fare alcuni esami delle urine (acido ascorbico, chetoni, urobilinogeo e bilirubina, leucociti, nitriti, ph, sangue, proteine ed esterasi leuicocitaria) e i test per il sangue occulto nelle feci (per il colon retto).
Via libera anche ad alcuni esami del sangue: glicemia ed emoglobina glicata, colesterolo e trigliceridi, creatinina, transaminasi ed ematrocrito.
Possibili anche i test di gravidanza e quelli di ovulazione di menopausa per la misurazione dell’ormone Fsa.
Oltre alla misurazione della pressione (che era già possibile in gran parte delle farmacie), si potrà effettuare anche la spirometria, vale a dire l’esame per misurare la capacità polmonare.
Possibili anche gli elettrocardiogrammi “in telecardiologia”, cioè grazie a un’apparecchiatura che consente il monitoraggio a distanza da un centro accreditato dalla Regione.
Limiti e obblighi imposti dalla nuova legge
La nuova normativa impone anche limiti precisi ai farmacisti. In particolare:
esami e test dovranno essere effettuati in ambienti separati da quelli normalmente frequentati dai clienti;
sarà obbligatoria la presenza di operatori sanitari specializzati;
saranno vietati i prelievi di sangue con siringa: consentiti soltanto i metodi alternativi e meno invasivi, come il prelievo dal polpastrello;
il farmacista non potrà né valutare i risultati né fare una sua diagnosi (che compete al medico);
nei locali della farmacia dovrà essere esposto in modo chiaro ed evidente l’elenco di prestazioni cui sarà possibile sottoporsi.Ti interessano i temi collegati alla prevenzione? Leggi anche:
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