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10 consigli per difendersi dalle meduse

Acque troppo calde e salate hanno favorito la diffusione della medusa nei nostri mari. Come limitare i danni per la salute

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Uno dei protagonisti delle estati al mare è anche uno dei più sgradevoli e temuti. Parliamo delle meduse, sempre più diffuse nel Mediterraneo a causa del surriscaldamento delle acque, dell’aumento della salinità dei mari costieri (causato da un minor apporto di acque dolci da parte dei fiumi) e dai periodi prolungati di mare calmo che influenza gli spostamenti di questi animali incapaci di contrastare le correnti e le onde. I loro tentacoli urticanti mietono ogni anno migliaia di “vittime” sulle nostre coste: ma per fortuna le conseguenze non sono mai davvero pericolose (salvo che per i soggetti allergici), specie se si conoscono le contromisure più idonee da adottare tempestivamente. Tuttavia, le bruciature provocate dai tentacoli delle meduse sono sempre molto fastidiose e dolorose. Arrossamenti, prurito e irritazioni della pelle sono quanto di più sgradevole possa capitare durante un placida giornata al mare. E allora? Cerchiamo di saperne di più. Il decalogo Le “carezze” dolorose delle meduse sono causate dai cnidociti, cellule specializzate che, se stimolate, reagiscono emettendo una specie di micro-frusta, alla cui estremità è presente una sostanza urticante che serve sia per difesa che per alimentarsi: è utilizzata, infatti, anche per immobilizzare le prede. Il Consorzio Mediterraneo, struttura di ricerca della Lega Pesca, ed il Centro Studi hanno stilato un decalogo che indica come difendersi e quali sono gli interventi di primo soccorso da mettere subito in atto se si viene colpiti da un tentacolo urticante. 1) Evitare di strofinarsi occhi e bocca. 2) Non lavare la parte con acqua dolce perché favorisce la produzione di neurotossine, capaci di causare danni a livello del sistema nervoso centrale. 3) Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio. 4) Sfuggire alla tentazione di grattarsi, in quanto ciò stimolerebbe l’attività muscolare, mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica. 5) Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato. 6) No ai rimedi dettati dalle credenze popolari: impacchi con aceto o ammoniaca sono praticamente inutili. 7) Sconsigliato anche l’alcol, che può stimolare l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse. 8) Prima di utilizzare creme o pomate, meglio chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista. 9) Evitare di rimuovere i frammenti dei tentacoli con pinzette, utilizzare, invece, le mani, per evitare di lacerare i tessuti e causare la fuoriuscita di tossine dannose. 10) Se presi dalla disperazione, come rimedio estremo, usare pomate antistaminiche o cortisoniche, ma sempre sotto il controllo di un medico. Solo quando si evidenziano una forte reazione cutanea, crisi respiratoria, pallore, sudorazione e disorientamento, è il caso di preoccuparsi: la cosa migliore da fare è chiamare subito il 118. Ti interessano i temi collegati alla sicurezza al mare? Leggi anche: Il bagno dopo mangiato? Ecco quando si può Impariamo a fare il bagno in tutta sicurezza TEST: quanto ne sai di pronto soccorso?

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