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È l’incubo di tutti coloro che frequentano piscine o palestre, ma anche ambienti che abbiano impianti di condizionamento. Parliamo della “Legionella”, una malattia infettiva molto grave e pericolosa, dovuta a un batterio molto diffuso in natura, che si concentra però soprattutto in grandi condutture di acqua o grandi impianti di aria condizionata non sottoposti a manutenzione adeguata. Oltre al caso più recente, quello del Comune di Bologna costretto a chiudere gli uffici della sede centrale a causa del rischio contagio, si segnala negli ultimi anni un incremento dei casi, che ha indotto il Ministero della Salute – in particolare il Centro per il controllo delle malattie (Ccm) – a predisporre una rete di sorveglianza speciale per la malattia, oltre a linee guida per la prevenzione e il controllo.
Che cos’è e che sintomi ha
La legionellosi, o “malattia dei legionari”, è stata identificata per la prima volta in seguito a una grave epidemia avvenuta nel 1976 in un gruppo di ex combattenti dell'American Legion (da qui il nome della malattia), che avevano partecipato a una conferenza a Philadelphia, negli Stati Uniti.
In genere si manifesta inizialmente con febbre, brividi, cefalea e dolori muscolari, seguiti da tosse secca e difficoltà respiratoria, che in alcuni casi progrediscono fino a trasformarsi in una polmonite grave. Quasi un terzo delle persone colpite presenta anche diarrea o vomito e circa il 50% confusione mentale e delirio. Il tasso di mortalità è elevat: 10-15%. Il periodo di incubazione normalmente oscilla dai 2 ai 10 giorni e i sintomi si manifestano tra i 3 e i 6 giorni dopo l'esposizione.
Come si trasmette
La legionellosi si contrae di solito per via respiratoria, mediante inalazione o microaspirazione di aerosol in cui è contenuto il batterio. L'aerosol si forma attraverso le minuscole gocce generate dallo spruzzo dell'acqua, o dall'impatto dell'acqua su superfici solide. Più le goccioline sono piccole, più sono pericolose perché raggiungono più facilmente le basse vie respiratorie.
In particolare, l'aerosol può essere generato da:
l’apertura di un rubinetto o di una doccia;
le vasche per idromassaggio e le piscine;
i bagni turchi e le aree adibite a sauna;
le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi;
le fontane ornamentali, specie se collocate in ambiente interno;
gli impianti di irrigazione di giardini;
le acque di scarico di impianti igienici.
Non è dimostrato che la malattia si possa contrarre bevendo acqua contaminata e sembra esclusa la trasmissione diretta tra uomo e uomo.
Il rischio per chi viaggia
Ci sono però altri modi per contrarre la legionellosi. Per molte ragioni, le persone che viaggiano verso località di vacanza, specialmente in quelle a clima caldo, sono a rischio. Fino al 50% dei casi di legionellosi diagnosticati in alcuni Paesi europei sono rappresentati da legionellosi associata ai viaggi. Ti interessano i temi collegati alla prevenzione delle malattie infettive? Leggi anche:
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