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Lo usiamo da millenni. Perché è utilissimo, perché dà sapore alle pietanze e perché riesce a calamitare il nostro gusto quasi costringendoci a usarlo. Ci sono persone per cui il sale è come una droga: non sanno farne a meno, anche se magari sono consapevoli che l’uso eccessivo non fa certo bene alla salute. Possibile? Eccome. Lo conferma la scienza, secondo cui il sale agisce sul cervello dell’uomo proprio come le sostanze stupefacenti.
Come la cocaina e gli oppiacei
L’ultimo studio in ordine di tempo a parlare di “dipendenza da sale” si deve al lavoro congiunto dei ricercatori del Florey Neuroscience Institute di Melbourne (Australia) e del Medical Center della Duke University (Usa). Pubblicato sulla rivista scientifica “Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas)”, ha scoperto che la voglia di sale attiva gli stessi geni regolati dalla cocaina e dagli oppiacei nell'ipotalamo. Il meccanismo è molto rapido (il fabbisogno viene soddisfatto in soli 10 minuti) e sarebbe un “trucco evolutivo” che avrebbe permesso agli animali selvatici di non rimanere per troppo tempo esposti ai predatori mentre rispondono a un istinto naturale. Meccanismo di sopravvivenza che, secondo gli studiosi, le sostanze stupefacenti avrebbero ''usurpato'', causando allo stesso tempo piacere e dipendenza.
Dipendenza e depressione
Qualche tempo fa, un altro studio aveva confermato l’effetto dipendenza da sale. Un gruppo di ricercatori della University of Iowa (Usa), al termine di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Physiology & Behavior”, si erano detti convinti che mangiare senza sale potrebbe rendere le persone più depresse. L'uomo ha bisogno di sale per aiutare i fluidi a passare attraverso il corpo, ma consumarne troppo contribuisce ad aumentare i livelli della pressione arteriosa, espondoci a malattie cardiache e ad altri problemi di salute.
Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori hanno effettuato una serie di esprimenti sui topi e hanno scoperto che, quando le cavie sono state private di sale, hanno perso il piacere per le cose di cui in genere godono.
Infine, i ricercatori hanno rilevato dei cambiamenti nell'attività cerebrale dei topolini quando sono stati messi in condizioni di astinenza da sale simili a quelli provocati dall'astinenza da droga. ''Questo ci suggerisce che il desiderio di sale possono essere collegati allo stesso percorso del cervello della tossicodipendenza e dell'abuso”, ha concluso Johnson. Ti interessano i temi collegati al sale? Leggi anche:
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