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Nonostante un tempo si pensasse l’esatto contrario, la montagna fa bene anche a chi soffre di ipertensione. E i vantaggi non sono pochi: la concentrazione nell’aria di grandi quantità di ioni negativi dà un’intensa sensazione di benessere all’organismo. Da non dimenticare, poi, l’effetto benefico per l’organismo che si ottiene con una semplice passeggiata lungo i sentieri montani: un movimento di questo tipo migliora lo stato di salute di tutto il sistema cardiovascolare.
Attenzione, però: affinché questo tipo di vacanza mantenga le sue promesse è necessario tenere conto di alcune precauzioni. Innanzi tutto, controllare con scrupolo i valori della pressione, che in montagna si alzano per due motivi: il primo è la quota. Più si sale con l’altitudine, minore è la concentrazione di ossigeno nell’aria. Questo comporta uno sforzo di adattamento da parte di tutti gli organi del corpo (che devono modificare i loro ritmi) e di conseguenza un aumento della pressione.
Il secondo motivo è la temperatura, più fresca rispetto a quella a cui siamo abituati in città. Conseguenza: i valori della pressione, che con il caldo si abbassano, tornano a salire.
Per questo, in linea di massima, bisogna adottare il dosaggio di farmaci antipertensivi secondo quello che si tiene in città durante i mesi freddi.
Altra precauzione: per consentire all’organismo di adattarsi gradatamente alle nuove condizioni climatiche, non cominciate subito dal primo giorno con lunghe passeggiate. Meglio procedere per gradi.
A tavola, infine, vietati i pasti pesanti durante le prevedibili soste nei rifugi: comportano un affaticamento per il cuore legato alla digestione più elaborata.