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Dopo la menopausa il rischio osteoporosi aumenta. Mangiare prugne secche, oltre il calcio e la vitamina D, contribuirebbe ad aumentare le difese contro questa patologia e nel prevenire le fratture. Sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori della Florida State University, studio pubblicato sul British Journal of Nutrition.
Come agisce l’osteoporosi
L’osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro. Con l’avanzare dell’età, le ossa si consumano, perdono calcio, diventano più fragili e dunque più esposte al rischio di fratture, anche in seguito a piccolissimi traumi.
Le donne, minate dai cambiamenti ormonali della menopausa, sono le più colpite: in particolare il 25-40% oltre i 50 anni e circa il 70% oltre i 70. Ma anche gli uomini sono a rischio: dopo i cinquant’anni un uomo su cinque soffre di fratture correlate ad osteoporosi; in caso di fratture al femore, la percentuale di mortalità nell'anno successivo è più alta negli uomini che nelle donne.
"Nel corso della mia carriera ho testato numerosi frutti, tra cui fichi, datteri, fragole e uva passa, e nessuno di loro ha avuto sulla densità ossea l'effetto riscontrato con le prugne secche", ha detto Bahram H. Arjmandi, docente e presidente del Dipartimento di Scienze della nutrizione della Florida State Margaret A.
Sitton. Tutta la frutta e la verdura hanno un effetto positivo sulla nutrizione, ma questo particolare alimento "è eccezionale".
I risultati dello studio
Arjmandi e il suo team hanno esaminato due gruppi di donne in post-menopausa. Nel corso di un periodo di 12 mesi, il primo gruppo, composto da 55 donne, ha consumato 100 grammi di prugne secche (circa 10 prugne) ogni giorno, mentre al secondo - un gruppo di controllo di 45 donne - è stato detto di utilizzare 100 grammi di mele essiccate. Tutti i partecipanti allo studio hanno ricevuto dosi giornaliere di calcio (500 milligrammi) e di vitamina D (400 unità). Il gruppo che ha consumato le prugne secche ha presentato un significativo aumento della densità minerale ossea dell'ulna e della colonna vertebrale, in confronto con il gruppo che ha mangiato le mele essiccate. Il motivo? In parte, secondo Arjmandi, è dovuto alla capacità delle prugne secche di sopprimere il tasso di riassorbimento osseo, che con l'avanzare dell'età tende a superare il tasso di crescita di nuovo tessuto osseo. "Non è il caso di aspettare di avere una frattura o una diagnosi di osteoporosi - ha concluso Arjmandi - è bene fare qualcosa di significativo e concreto in anticipo. La gente potrebbe per esempio iniziare a mangiare 2-3 prugne secche al giorno e aumentare gradualmente la quota, magari da sei a dieci al giorno".Ti interessano i temi collegati all’osteoporosi? Leggi anche:
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