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In omeopatia vengono utilizzate migliaia di sostanze di origine vegetale, animale o inorganica, da cui si ricava una tintura madre, ovvero un concentrato del principio attivo. Poi, si procede a diluirlo migliaia di volte. A ogni diluizione il preparato subisce una dinamizzazione (in pratica viene agitato) affinché il principio attivo sia più efficace. Spesso, nel prodotto finale rimangono solo tracce della sostanza curativa. E in certi casi, la molecola scompare totalmente. E proprio questa “sparizione” è una delle principali cause della diffidenza della medicina tradizionale nei confronti dell’omeopatia.
Ci si chiede infatti come possa agire un composto in cui il principio attivo è praticamente assente. In Italia i rimedi omeopatici (questo il loro nome corretto) si trovano in forma di granuli, cristalli o pomate. In altre nazioni, come la Germania, si possono assumere anche sotto forma di iniezioni (nel nostro Paese è vietato).