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Omeopatia sì, omeopatia no. Effetto placebo o vera cura? L’omeopatia da sempre divide il mondo scientifico, anche se siamo il terzo mercato nell’Ue, dopo Francia e Germania nel consumo di rimedi omeopatici (dati 2009), secondo la Federazione italiana delle associazioni e dei medici omeopati (Fiamo).
In queste due interviste abbiamo messo a confronto due diverse opinioni.
I motivi del sì
(rispondono gli esperti della Società Italiana di omeopatia e medicina integrata)
Perché preferire l’omeopatia?
“Perché è naturale e poco aggressiva. Le alte diluizioni del principio attivo riducono molto gli effetti collaterali. Ritengo che sia da preferire se si deve affrontare per la prima volta una patologia, o quando il paziente non trova beneficio dalle terapie convenzionali. Se non ci sono risultati si può sempre integrare alla medicina tradizionale”.
Il mio medico curante ha detto che gli omeopati prescrivono solo acqua fresca. Lei che ne pensa?
“L’omeopatia è una metodica clinico-terapeutica che ha una tradizione di quasi due secoli. Migliaia di medici l’hanno praticata e la praticano tutt’oggi e milioni di pazienti hanno avuto e continuano ad avere benefici dall’uso di questi farmaci in tutti i Paesi del mondo. Con un po’ di umiltà ogni medico potrebbe avvicinarsi ad una metodica che lo arricchirebbe e che potrebbe arrecare tanto sollievo ai suoi pazienti”.
L’efficacia delle terapie omeopatiche può essere legata all’effetto placebo?
“Il cosiddetto effetto placebo, che indica una guarigione o un miglioramento determinato da un condizionamento psicologico del paziente e che non è in realtà collegabile ad alcun effetto terapeutico del medicinale, è in qualche misura sempre presente nelle guarigioni anche nella medicina cosiddetta “ufficiale”.
Non si conosce il meccanismo di azione del medicinale omeopatico, ed è altresì presumibile che anche in questa metodica terapeutica, come d’altronde in qualsiasi specialità medica, vi sia un qualche contributo dell’effetto placebo.
Non può peraltro spiegarsi tutto in maniera così semplicistica! Non si riuscirebbe altrimenti a comprendere l’efficacia delle terapie omeopatiche nei lattanti (che risultano difficilmente condizionabili dal punto di vista psicologico) o in medicina veterinaria.
I motivi del no
(risponde il professor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano)
Perché si è sempre dichiarato scettico?
“Non esiste una documentazione attendibile sull’efficacia delle terapie omeopatiche. Inoltre, nella maggior parte delle medicine non c’è più traccia della molecola attiva. Fino a prova contraria, le medicine omeopatiche sono tutte uguali e inefficaci allo stesso modo”.
Però milioni di persone si curano in questo modo…
“Milioni di persone leggono il loro oroscopo, ma questo non basta a rendere gli oroscopi scientifici.”
Ci sarà qualcosa di buono..
Spesso, non avendo principi attivi, i farmaci omeopatici non hanno neanche controindicazioni. Al di là del paradosso, direi che gli omeopati ascoltano molto il paziente. Una buona abitudine che alcuni medici tradizionali hanno perso.