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L’otorinolaringoiatra:”Quando e perché è necessario l’intervento negli adulti”

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La reazione degli adulti di fronte allo specialista che indica la necessità di dover asportare le tonsille è spesso negativa. Vuoi per motivi legati al timore dell’anestesia, vuoi per paure legate alle conseguenze dello stesso intervento, oppure al timore del dolore post operatorio, alla riprese delle normali attività…Chi più ne ha più ne metta.Come convincere, allora, un paziente che rifiuta l’operazione? Quali argomenti possono fargli capire il rischio che può correre se si rifiuta di affrontare l’intervento? Lo abbiamo chiesto al dottor Claudio Lambertoni, specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia cervico-facciale e consulente del servizio gratuito chiedialmedico (www.chiedialmedico.it). Ci può indicare 3 buoni motivi per cui un adulto non deve avere paura dell’intervento? “Motivo numero uno. Con le tecniche attuali le complicazioni legate all’intervento stesso, cioè emorragie e/o infezioni, sono molto rare. Il secondo motivo è che, se il timore è legato all’anestesia, le complicazioni si possono valutare con gli esami che precedono l’operazione. Il terzo motivo è che in ogni atto chirurgico è necessaria una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.” Ci spieghi meglio… “Voglio dire che la possibilità che avvenga una complicanza dell’intervento o dell’anestesia, se pur presente, è statisticamente meno probabile che la possibilità che, non operando il paziente, avvengano delle complicanze, talvolta molto gravi, relative alle continue tonsilliti”. Quando le capita un paziente che le dice: “Non voglio assolutamente operarmi, preferisco continuare a stare male…”, lei con quali argomenti gli fa cambiare idea? “Innanzitutto gli spiego i motivi fin qui elencati, insistendo soprattutto sulla possibilità che se non si opera le complicanze possano essere molto più gravi dell’intervento stesso. In caso in cui si rifiuti ostinatamente, nell’interesse del paziente, tento di far mutare il suo atteggiamento spiegando che la decisione sarà soltanto sua non volendo essere coinvolto in nessun modo sui possibili rischi cui potrebbe andare incontro rifiutando l’operazione.” È vero che da adulti l’intervento è più doloroso rispetto a quando si è bambini? “Sì nel bambino è meno doloroso e spiego perché. Gli episodi di infiammazione delle tonsille nei bambini, se pur numerosi, sono comunque in numero limitato, quindi i tessuti sono “migliori” rispetto a quelli dell’adulto che ha sicuramente sofferto di un numero maggiore di infezioni. E proprio la presenza di tessuti “più sani” nel bambino spiega la minore sintomatologia dolorosa dopo l’operazione”. E’ vero che da adulti ci vuole più tempo per tornare in perfetta forma? “Anche in questo caso c’è un motivo. Nei bambini i tessuti sono in rapido accrescimento per cui il bimbo cicatrizza e “guarisce” prima che l’adulto. Questo fatto spiega perché, in effetti, i tempi di recupero dell’adulto sono più lunghi”. Esiste un modo per risolvere il problema senza dover per forza sottoporsi all’intervento? “Non mi risulta alcun metodo “miracoloso” per evitare l’operazione quando l’indicazione è stata posta in modo rigoroso”. Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro in questo campo? Quale sarebbe la “svolta” cui potrebbe arrivare in tempi brevi la ricerca? “Già oggi la necessità di precedere all’intervento è statisticamente molto diminuita grazie alla affidabilità dei nuovi antibiotici utilizzati nella terapia delle tonsilliti. Detto questo non penso che assisteremo in futuro ad una vera e propria “svolta” ma sicuramente la ricerca condurrà allo sviluppo di nuove molecole sempre più potenti e affidabili che potranno consentire una ulteriore sensibile riduzione delle indicazioni a dover operare”. (Paola Coen)

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