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Alzi la mano chi non ha mai pensato che la frase "Mi spezzi il cuore" non fosse altro che una metafora, un modo di dire usato soprattutto in contesti sentimentali e soprattutto dalle donne. Ebbene, quando si usano parole come queste, ci si riferisce a qualcosa di più di un semplice stato d'animo: a una vera e propria sindrome, individuata nel 1990 e chiamata appunto "del cuore spezzato". La scoperta di questo disturbo avvenne in Giappone, dove fu dimostrato che uno shock improvviso o un immediato stress emotivo può causare al cuore sintomi simili a un infarto, ma senza danni permanenti.
Un smottamento di ormoni e adrenalina
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Adesso i ricercatori dell'Università dell'Arkansas (negli Stati Uniti) hanno chiarito che la sindrome del cuore spezzato è più comune nelle donne che negli uomini. Fondamentalmente, ciò che provoca l'attacco è un improvviso smottamento di ormoni e adrenalina, di solito legato ad un evento emotivamente forte. I sintomi appaiono molto simili ad un infarto, ma non provocano fattori fisici consequenziali come l'ostruzione delle arterie e i danni muscolari. La sindrome può essere causata sia da imprevisti negativi sia positivi, dalla vittoria alla lotteria a un incidente d'auto.
La nuova ricerca mostra che le donne hanno fino a sette probabilità in più di essere colpite. Inoltre, le donne anziane sono più a rischio rispetto alle più giovani. Si tratta dell'unica condizione cardiaca dove c'è una preponderanza femminile.
Lo studio
Utilizzando un database con i dati di circa mille ospedali, la ricerca ha analizzato 6.229 casi di "cuore spezzato" registrati nel 2007. Di questi, solo 671, poco meno dell'11%, erano uomini. Mentre le donne si scontravano circa 7,5 volte in più con il rischio di avere un attacco. Sotto i 55 anni di età, il rischio era 9,5 volte maggiore rispetto agli uomini; nelle donne over 55 le probabilità si triplicavano.
Le cause
La ragione esatta per la disparità di genere non è nota, forse gli uomini sono grado di gestire meglio lo stress fisico dettato da un evento emotivo forte. Un'altra ipotesi è che gli ormoni giochino un ruolo. Un'altra è che gli uomini hanno più recettori di adrenalina rispetto alle donne che li renderebbe in grado di gestire meglio lo stress e l'ondata chimica che rilascia.
La ricerca mostra inoltre che circa il 10% delle persone colpite hanno un secondo episodio ad un certo punto della loro vita, ma di solito tornano alla piena funzione cardiaca senza danni permanenti o la necessità di un trattamento. Ti interessano i temi collegati al cuore? Leggi anche:
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