articolo
L'aroma piccante del peperoncino rappresenta spesso quel tocco in più per dare profumo a sughi e intingoli ma c'è una ragione in più per consumarlo quando le temperature si abbassano e ci espongono di più ai malanni invernali.Una ricerca pubblicata sulla rivista "Journal of Biological Chemistry" dimostra come il peperone piccante sia in grado di attivare in maniera diretta la termogenesi: un particolare processo metabolico che consiste nella produzione di calore da parte dell'organismo. Il merito è della capsaicina che renderebbe infatti il peperone davvero "bollente", stimolando un recettore che si trova nei neuroni sensoriali e che genera calore, nonché arrossamento e sudorazione. La capsaicina è il primo composto naturale in grado di accendere la termogenesi.
Sempre in tema di spezie, la cannella, i chiodi di garofano e lo zenzero, hanno proprietà batteriostatiche verso i comuni virus influenzali e del raffreddore. Cosa significa? Che rallentano lo sviluppo e la prolificazione di batteri.
Se volete provare un gustoso "rimedio della nonna" per le infiammazioni delle prime vie aeree, preparate il "vin brulé". I polifenoli presenti nel vino ne fanno un ottimo battericida, i chiodi di garofano, un disinfettante naturale molto potente per la presenza di eugenolo.