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I figli di divorziati sono "diversi"?

Cerchiamo di capire se e quanto risentono della famiglia allargata

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Chissà quante volte lo avete sentito dire da qualcuno attorno a voi e magari vi siete ritrovati a condividerlo. Il pensiero che i figli di genitori separati o divorziati crescono "diversi" da quelli che non hanno avuto traumi tra genitori, è uno dei più frequenti cliché. Cosa c'è di vero? Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica all'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, ha una sua teoria. I comportamenti a rischio Secondo l'esperta, i figli di genitori separato o divorziato - che vivono magari con un nuovo partner - crescono più in fretta. E anche la prima volta con il sesso arriva almeno 2-3 anni prima. Si tratta di ragazzi "più esposti a comportamenti a rischio, come fumo e binge drinking, ma anche più precoci nelle esperienze sessuali e inclini a sedentarietà, diete ipercaloriche e problemi psicologici". Fra chi cresce in quelle che si definiscono famiglie ricostituite, allargate, non tradizionali, uno su 4 è più soggetto a condotte ribelli e pericolose. "Le famiglie più a rischio di produrre adolescenti che hanno comportamenti di promiscuità e sesso precoce, più esposti a infezioni, inclini al fumo e a bevute estreme, sono le famiglie ricostituite, quelle con un nuovo padre o una nuova madre", dice Graziottin. "Questo perché le dinamiche familiari sono molto più complesse. È quanto emerge da dati italiani raccolti dall'Istat e da ricercatori dell'università di Padova e di altri atenei. Per inquadrarli l'Istat ha usato due indicatori: l'indice di vitalità ricostruito attraverso un questionario articolato e l'indice di salute mentale. Mettendo insieme questi due gruppi di analisi, si è osservato che gli adolescenti a maggior rischio di disturbi sul fronte del comportamento e della sessualità sono i figli delle famiglie ricostituite, in cui questo rischio è presente dal 23 al 28%". In altre parole, "uno su 4 è più soggetto a condotte scorrette e dannose, agevolate dal fatto che questi ragazzi tendono a crescere più soli o sono seguiti meno bene. Ma con questo non si vuole demonizzare le famiglie ricostituite: in alcuni casi questi nuclei allargati e non convenzionali posso addirittura trasformarsi in un'opportunità ". L'importante è far capire ai genitori separati di non fare dei figli un coltello per ferire l'altro o ricattarlo. Nonostante le difficoltà di certe situazioni, devono sforzarsi di mantenere la stima reciproca e la responsabilità educativa del loro figlio. E allora la famiglia ricostituita diventa un'opportunità, perché ci sono più stimoli e interlocutori diversi. Conflitto col nuovo partner Quei ragazzi che invece vivono in maniera più solitaria, in un ambiente familiare più difficile in cui scattano rapporti conflittuali con il nuovo partner del papà o della mamma, tendono a uscire prima dalla famiglia e ad avere esperienze sessuali più precoci, 2-3 anni prima in media. Un aspetto che li espone a un maggior rischio di rapporti non protetti. Spesso, infatti, nessuno ha parlato loro di malattie sessualmente trasmesse o di comportamenti a rischio. La tendenza è quella di essere più promiscui e di iniziare presto con fumo, alcol e in situazioni estreme anche droghe. "Ovviamente", spiega Graziottin, "al debutto sessuale precoce si lega anche il problema delle gravidanze indesiderate. Abbiamo al di sotto dei 14 anni un gruppo di ragazze attive, con alle spalle situazioni sociali complicate e famiglie assenti, che non riescono a costruire un legame affettivo in grado di portarle a cercare una vita sessuale in età più matura". Altrettanto pericolosa, continua Graziottin, è la banalizzazione di alcol e fumo, comportamenti dannosi archiviati come ragazzate: "Oggi si deve parlare di inquinamento comportamentale, non solo ambientale, in relazione all'aumento di patologie da fattori tossici. Sono stili di vita scorretti che si legano ad alcuni tipi di tumore: dal cancro al seno a quello del collo dell'utero, e ancora vescica e polmone. Patologie per le quali i fattori di rischio aumentano già in età adolescenziale", avverte l'esperta. "Il fumo, per esempio, non si limita ad accrescere il rischio di tumori al polmone. Potenzia, per esempio, anche l'azione oncogena del Papillomavirus (responsabile della quasi totalità dei tumori al collo dell'utero)". Il fumo tende poi ad azzerare le capacità dell'organismo di rigettare ed eliminare il Papillomavirus quando è entrato in circolo. "Nel 41% degli uomini invece è il più forte fattore predittivo di difficoltà di erezione da danno vascolare o di eiaculazione precoce". Gli altri rischi Nel mirino anche l'alcol, per il fatto che "favorisce la promiscuità, riduce la possibilità di avere rapporti sessuali protetti e aumenta il rischio di esporsi a violenze e di contrarre il Papillomavirus, con aumento di vulnerabilità oncologica del cavo orale e della testa, oltre che dell'area genitale e anale. Recenti indagini epidemiologiche indicano che assumere da 3 a 6 unità alcoliche alla settimana aumenta il rischio di tumori al seno del 15%. Bere due bicchieri di vino al giorno aumenta il rischio relativo del 75%, rispetto a quello basale che ogni donna ha (pari al 10%)". Nella "lista nera", anche l'alimentazione sbagliata: "Qualità e quantità del cibo possono contribuire ad aumentare il livello di molecole infiammatorie e la vulnerabilità ai tumori (seno, utero, colon) e alle malattie cardiovascolari in caso di sovrappeso e obesità", conclude. Ti interessano i temi collegati al rapporto genitori e figli? 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