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Quanto si deve lavorare, per evitare che la nostra attività influisca sulla salute? Qual è l'orario ideale per un lavoratore che non sia né un rampante workaholic né uno scansafatiche provetto, possa considerarsi al riparo da ogni rischio? La scienza ne discute da tempo, con risultati spesso contraddittori. Uno studio statunitense aggiunge un tassello importante a questa ricerca del numero di ore ideale per la sicurezza psicofisica del lavoratore.
I vantaggi
Un orario di lavoro flessibile è un toccasana per la salute del lavoratore: migliora la qualità del sonno, permette di prendersi cura di sé e della famiglia in modo più equilibrato. È il risultato di uno studio dell'Università del Minnesota (Usa) pubblicato sulla rivista scientifica "Journal of Health and Social Behavior" e condotto tra 608 dipendenti di un'azienda del settore terziario che ha aderito a un programma di organizzazione dei turni di lavoro che vanno incontro alle esigenze dei lavoratori.
Le conclusioni? I dipendenti che hanno optato per la flessibilità hanno dormito quasi un'ora (52 minuti) in più per notte, si sono sentiti anche meno obbligati a lavorare se malati e hanno avuto più probabilità di andare dal medico quando necessario, anche se oberati di lavoro.
Flessibilità
Insomma, il segreto risiederebbe nella flessibilità. "Passare da un'ottica del tempo lavorativo come segno di produttività ad enfatizzare i risultati può creare un ambiente lavorativo che favorisce il benessere e un comportamento salutare", hanno commentato i ricercatori Erin Kelly e Phyllis Moen. Ti interessano i temi collegati al lavoro? Leggi anche:
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