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Che lo sbadiglio sia contagioso, è risaputo. Che però la rapidità del contagio sia tanto maggiore quanto più stretto è il rapporto tra chi sbadiglia e chi lo guarda qualcuno sbadigliare, è quanto hanno dimostrato in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Plos ONE" Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi del Museo di storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa e i ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma.
Il contagio emotivo
Dallo studio emerge che il fenomeno del "contagio emotivo" è più frequente e veloce tra persone con cui si ha un legame empatico: e così si viene contagiati più rapidamente se a sbadigliare è il partner o un parente stretto, e la velocità di contagio diminuisce via via se a sbadigliare sono gli amici, poi i semplici conoscenti e, infine, gli sconosciuti.
Conta la relazione
Le osservazioni, svolte in Italia e Madagascar, hanno coinvolto persone di diverse nazionalità: le coppie di sbadiglianti esaminate erano formate da persone tra loro sconosciute, conoscenti uniti da un terzo soggetto in comune, amici che si frequentano per scelta, parenti stretti come nonni e nipoti, genitori e figli, fratelli, compagni di vita.
Dall'analisi statistica dei dati è emerso che "ciò che influenza il contagio è la qualità della relazione che lega chi sbadiglia e chi assiste allo sbadiglio", spiega Norscia. "È più probabile che una persona sbadigli anch'essa, se ad aver sbadigliato è una persona amata. Lo studio rivela un trend preciso: il contagio è massimo tra familiari o coppie e diminuisce progressivamente tra amici, conoscenti e sconosciuti, in cui è minimo. Anche la latenza di risposta, cioè il tempo di reazione, è minore in familiari, amanti e amici rispetto a conoscenti o sconosciuti".
Lo sbadiglio e l'empatia
A favore di questa ipotesi ci sono anche dati neurobiologici: "Esistono studi che mostrano come le zone del cervello che si attivano durante la percezione di uno sbadiglio altrui sono in parte sovrapposte a quelle legate alla sfera emotiva", conclude Elisabetta Visalberghi, coordinatore dell'Unità di primatologia cognitiva dell'Istc-Cnr. "Possiamo quindi dire che lo sbadiglio può essere indice non solo di noia, ma di empatia". Ti interessano i temi collegati allo sbadiglio? Leggi anche:
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