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Se siete fortunati, il locale dove avrete scelto di passare la serata (o di pranzare) avrà la cucina a vista. Questo vi offre due vantaggi: l’opportunità di tenere d’occhio cosa avviene tra i fornelli e la consapevolezza che i proprietari non hanno nulla da nascondere (in caso contrario i clienti sarebbero tenuti ben lontani...).
Bene, è giunto il momento di mangiare. Se ordinate "à la carte", cioè tenendo conto della lista dei piatti, ricordate che il menu dovrebbe indicare oltre al prezzo, anche l’utilizzo di alimenti surgelati, congelati o contenenti Ogm (gli organismi geneticamente modificati). Un consiglio? Puntate sempre sui piatti del giorno, che danno maggiore garanzia di freschezza, a meno che non siano troppo elaborati (perché potrebbero essere fatti con ingredienti "riciclati").
Se il ristorante offre, invece, un buffet in cui possiamo servirci da soli, facciamo attenzione a che sia posizionato lontano dall’ingresso, con tutti i piatti e i vassoi coperti da campane di vetro o pellicole trasparenti.
Per una buona conservazione degli alimenti, la regola dice di tenere al caldo i cibi caldi e al freddo quelli freddi. A quale temperatura? Per i cibi caldi dovrebbe mantenersi sui 60°, mentre per quelli freddi sui 4°. Gli esperti dicono che quando gli alimenti vanno "fuori temperatura" si entra in una"zona pericolosa". C’è il rischio, infatti, che si sviluppino batteri che possono portare malattie anche serie come le gastroenteriti o, nel caso di cibi contaminati, di salmonella.
Fate attenzione anche che il personale sostituisca il contenitore in cui sono offerti gli alimenti con contenitori sempre diversi e puliti. E non, come purtroppo spesso accade, che vengano aggiunte altre quantità di cibo ai contenitori già esposti sul tavolo.