Ci sono forme di asma che hanno cadenza strettamente legata alle stagioni. Ecco come comportarsi quando si manifestano.
Non uscire di casa
Nei limiti del possibile, meglio ridurre al minimo le uscite durante le prime ore della giornata: la concentrazione dei pollini nell’aria è massima tra le cinque e le dieci del mattino.
Evitate il vento
Limitate in assoluto le attività all’aperto nelle giornate ventose e con il tempo secco: la concentrazione dei pollini nell’aria è più alta.
Mai dopo la pioggia
Cercate di non uscire nelle ore subito successive la pioggia: è dimostrato che questa frantuma il polline in una miriade di particelle che mantengono intatto il loro potere allergizzante e che, anzi, raggiungono più in profondità le vie aeree.
In casa
Non stendete il bucato all’aerto: raccoglie i pollini. Non tenete aperte le finestre in pieno giorno, meglio aprirle la sera fra le 22 e l’una. La soluzione ideale è un condizionatore, sempre a patto – però – di mantenerne pulito il filtro.
In viaggio
Evitate la campagna, nei periodi di fioritura o quando erbe (o fieno) sono stati tagliati da poco. Durante il periodo dell’impollinazione, l’ideale è la montagna (sopra i 1.000 m) se siete allergici alla parietaria; il mare, se siete allergici ad altre piante. No ai lunghi viaggi in treno o in auto con i finestrini aperti, perché in questi casi la concentrazione di pollini negli abitacoli può diventare troppo elevata. Meglio ridurre all’essenziale anche gli spostamenti in scooter o bicicletta.
A tavola
Occhio alle allergie “crociate”: le sostanze presenti in alcuni pollini possono interagire con quelle presenti in certi cibi. Cautela, per esempio, con frumento, kiwi, agrumi, melone, anguria, pesca, ciliegia, albicocca, prugna e mandorla, in caso di allergia alle graminacee. Se è la parietaria a darvi problemi, no a meloni e ciliegie.



