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Le Guide di Staibene.it
Igiene orale e prevenzione, le ultime novità         Condividi

Gli amanti dei frutti di bosco possono contare su una salute orale assicurata. Merito del mirtillo palustre, una varietà che possiede una grande quantità di sostanze potenzialmente in grado di bloccare gli effetti negativi del batterio Streptococcus mutans, responsabile dei più comuni problemi orali. Disturbi con cui almeno il 95% della popolazione adulta ha avuto a che fare almeno una volta nella vita. È il risultato di una ricerca realizzata dalla University of Rochester School of Medicine and Dentistry e della Rutgers University (Usa), pubblicata sul “Journal of Dental Research”.
I flavonoidi contenuti nel mirtillo palustre (quercitina e miricetina), così come gli acidi fenolici, l'antocianina e i tannini condensati sarebbero in grado di inibire l'enzima associato alla formazione della placca, bloccare l'aderenza dei batteri sulla superficie dei denti e prevenire la formazione della carie riducendo la potenza degli organismi cariogeni. Il prossimo passo sarà individuare il preciso agente in grado di proteggere la salute orale, per farne un vero e proprio rimedio di cura e prevenzione. Ma non basta. Ottime notizie anche dal vino: un tempo si diceva che facesse “buon sangue”. Oggi si può aggiungere a pieno titolo che un bicchiere di vino fa anche “buoni denti”. La prova è in uno studio dell’università di Pavia, pubblicato sulla rivista “Journal of Agricultural and Food Chemistry, secondo cui sia il bianco che il rosso si sono dimostrati attivi contro alcune specie di streptococchi responsabili della formazione della carie. I ricercatori pavesi, coordinati da Gabriella Gazzani, hanno testato, per il momento solo in vitro, le proprietà del vino contro otto ceppi di streptococchi coinvolti nella formazione della placca batterica, e contro uno (lo streptococcus pyogenes) che causa faringiti: “I nostri risultati”, scrivono gli autori dello studio, “sembrano confermare che il vino, sia bianco che rosso, è un efficace antimicrobico e potrebbe essere attivo nella prevenzione delle carie e delle infezioni delle prime vie respiratorie”. Tuttavia, resta ancora poco chiaro quali siano le componenti responsabili dell’attività antibatterica: i principali “indiziati” sembrano essere alcuni acidi, come quello tartarico e quello acetico. Una bevanda realizzata ad hoc mescolando sei acidi ha infatti mostrato un'attività antimicrobica ancora maggiore di quella del vino.


 
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