L’osteoporosi si presenta in maniera pressoché inequivocabile. I suoi sintomi sono anzitutto dolori fastidiosi e continui nel tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale, che si fanno più forti quando ci si alza da una posizione seduta. Nella fase più avanzata della malattia, poi, aumenta vertiginosamente il rischio di fratture: le zone più colpite, in questo caso, sono il femore, il polso e l’anca.
Una volta che si ha il sospetto di un’osteoporosi, a quali esami bisogna affidarsi per eliminare ogni dubbio? Ve ne sono diversi, ma il più attendibile resta senz’altro la Moc (mineralometria ossea computerizzata), cui ci si può sottoporre in qualunque centro diagnostico, e che serve a misurare la consistenza delle ossa in vari punti dello scheletro. Dura una decina di minuti circa ed è completamente innocua: il paziente deve limitarsi a inserire l’avambraccio in un’apparecchiatura.
Anche se è tipica dell’età avanzata, è sempre meglio sottoporsi ai primi controlli intorno ai 25 anni. È verso i 30, infatti, che lo scheletro raggiunge la sua massima consistenza. Da quel momento in avanti, comincia un lento calo della densità delle ossa.



