Le prime cure da praticare, anche quando non si è perfettamente sicuri che si tratti di influenza A, sono le stesse dell’influenza tradizionale: farmaci sintomatici come gli antipiretici o gli antinfiammatori. E riposo assoluto per almeno 4-5 giorni.
Dal punto di vista più medico-specialistico, invece, si può dire i virus influenzali suini isolati negli uomini sono risultati resistenti all'amantadina e alla rimantadina. Pertanto solo antivirali come oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento-prevenzione dell'influenza umana da virus suino.
Attenzione, però: è sbagliato pensare di poter ricorrere al fai-da-te, facendo scorte di questi farmaci: i farmaci antivirali non sono vaccini e non debbono essere usati a scopo preventivo a discrezione del paziente; insomma, devono essere assunti sotto il controllo di un medico. E in ogni caso, per acquistarli, è comunque necessaria la prescrizione medica.
Nella maggior parte dei casi, se il paziente è adolescente o adulto, il trattamento con gli antivirali non è necessario. Diventa una buona opzione, invece in caso di pazienti over 65. E fondamentale in caso di soggetti già con un quadro clinico grave o a elevato rischio di complicanze molto serie. Se non c’è questa possibilità, il trattamento con farmaci antivirali può apportare un beneficio soltanto modesto.
Riepilogando: il ministero della Salute ha individuato quattro casi secondo cui classificare la necessità o meno di trattamento con antivirali.
Gli antivirali sono fortemente raccomandati nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A, che presentino i seguenti indicatori di gravità: ipossia (anche con radiografia del torace negativa), shock ipotensivo, alterazione del sensorio.
Gli antivirali sono raccomandati nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A, in persone che abbiano le seguenti condizioni che possono facilitare lo sviluppo di complicanze: gravidanza o donne in allattamento, asma in trattamento, obesità con Indice di massa corporea superiore a 30.
Gli antivirali vanno presi in considerazione nei casi sospetti, probabili o confermati di influenza A, che rientrano nelle categorie a rischio per lo sviluppo di complicanze: bambini di età inferiore a 2 anni; persone affette da malattie croniche polmonari, cardiovascolari (esclusa l'ipertensione), renali, epatiche, ematologiche, neurologiche, neuromuscolari, diabete ed altri disordini metabolici, infezione da HIV e immunodepressi per cause naturali o iatrogene.
Il trattamento deve essere iniziato il più presto possibile dopo la comparsa dei sintomi e dura 5 giorni.
A un vaccino, che sarebbe la soluzione ideale, hanno lavorato le principali grandi aziende farmaceutiche mondiali. Un primo positivo risultato è stato ottenuto, ma sarà necessario un periodo di sperimentazione. E la distribuzione al pubblico dovrebbe partire non prima dell’autunno 2009 (verosimilmente ottobre).



