Più raro, ma molto pericoloso è l’avvelenamento da pesce palla, a cui potrebbe andare incontro il turista in visita in Giappone, sedotto dalla tentazione di provare il piatto tipico “fugu”. “I cuochi devono essere diplomati in un’apposita scuola dove apprendono come eliminare le tossine contenute nelle viscere del pesce palla”, spiega Zamparo.
Bambini e anziani, i più vulnerabili
Le regole da seguire cambiano poi a seconda dell’età e delle caratteristiche fisiche. Le categorie più vulnerabili sono senz’altro i bambini, a rischio disidratazione nei climi caldi, e gli anziani per i quali vale la “regola dei tre pugni”: uno di carne, uno di verdura cotta e uno di frutta fresca, il mix ideale per salvaguardare la salute durante i viaggi. Soggetti a rischio sono anche gli allergici (ai quali si consiglia di non assaggiare pietanze sospette) e i malati cronici, soprattutto se sotto terapie: il cambiamento delle condizioni ambientali può portare a una diversa assimilazione dei farmaci, con conseguente aumento o riduzione del beneficio terapeutico. Bandito l’alcol in ogni caso. Ma attenti soprattutto alla birra. In alcune località si usa masticare i cereali che poi vengono messi in fermentazione in condizioni poco igieniche.
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