Il bullismo colpisce anche in vacanza

09/07/2012

Complici anche i social network, le e-mail e gli smartphone in genere

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Finita la scuola, il bullismo resta. Nonostante la conclusione delle lezioni, le vacanze imminenti (o magari già cominciate), la piaga delle vessazioni e delle pressioni psicologiche e fisiche nei confronti dei ragazzi più deboli, non scompare. Anzi: continua a rendere impossibile la vita di chi ne è già vittima durante l´anno scolastico. La colpa è anche dei social network.

 

Ovunque e in qualunque momento

La denuncia arriva da Jennifer Caudle della University of Medicine and Dentistry of New Jersey-School of Osteopathic Medicine, un medico di famiglia fra i maggiori esperti di bullismo negli Stati Uniti.

"Il bullismo", avverte Caudle, "può verificarsi ovunque i ragazzi si riuniscano: a scuola, al campo estivo o nel cyberspazio. Di certo non si limita alla classe. L´enorme diffusione di dispositivi portatili, come computer, tablet e smartphone, estende inoltre la capacità dei bulli compagni di scuola di raggiungere le loro vittime ovunque e in qualsiasi momento".

 

I numeri del fenomeno

I dati dei Centers for Disease Control and Prevention americani dimostrano la natura pervasiva del bullismo e come esso possa seguire i bambini ovunque si trovino: poco più di uno studente su cinque dai 9 a 12 anni ha riferito di essere vittima di bullismo a scuola e più del 16% ha ammesso di essere stato raggiunto dal proprio "persecutore" tramite e-mail, chat, instant messaging, siti web o sms.

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Commenti

Saranya, 01-08-12 10:57:
/ Cara Giggetta,mi permetto di darti del tu per metetrti a tuo agio.Diciamo che, tralasciando l’offesa in se per se,in quello che ti e8 stato detto, in un certo senso c’e8 del vero.La situazione di handicap automaticamente porta una persona a cercare delle difese alternative, talvolta perfino estreme.c8 un adattamento dovuto alla mancanza di una parte di se, che si percepisce come importante, funzionale, forte..facile dunque che chi vive una qualunque disabilite0, si soffermi pif9 su quello che sulle proprie risorse.E’ facile associare l’handicap alla debolezza, alla mancanza di difese, e c’e8 purtroppo chi se ne approfitta, ma c’e8 anche il rovescio della medaglia: vivere la mancanza di un attributo fisico come una colpa da scaricare su chi invece non non ne ha.c8 un esempio che uso per mettere in evidenza comportamenti che, a prima vista sembrano ingiustizie, e che invece sono il frutto in una visione della propria disabilite0 distorta, o comunque non adeguata.Ritengo che due persone adulte e consapevoli possano giocare ad armi pari, a prescindere dalla presenza o meno di una sedia rotelle, di un bastone o di una protesi.Dunque, non temere questi confronti, utilizzali come fossero delle palestre dove allenarti ad avere pif9 fiducia nelle tue capacite0. Un abbraccio!
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