Il termine scientifico per identificarli è imenotteri. Ma il loro nome comune ce li rende molto meno misteriosi: api, vespe, calabroni. Nidificano in luoghi soleggiati e asciutti, nelle grondaie, negli anfratti dei muri e sotto i tetti delle case, nelle cave degli alberi e sui rami degli arbusti. Sono attratti dalla frutta zuccherina e dagli oggetti sgargianti. Sotto il solleone estivo possono diventare insidiosi nemici di chi trascorre molto tempo all´aria aperta. E questo non solo per il fastidioso gonfiore, l´arrossamento e il lieve dolore che possono manifestarsi nella zona della puntura, ma soprattutto per i soggetti allergici che rischiano una reazione generalizzata grave, fino allo shock anafilattico che, in alcuni casi, può essere mortale.
I fattori di rischio
I soggetti più a rischio sono ovviamente quelli che si trovano ad averci a che fare per cause di forza maggiore: apicoltori, agricoltori, giardinieri, operatori ecologici e muratori. Ma anche i semplici turisti, nelle zone più a rischio, ne sono vittime.
I fattori di rischio più rilevanti per le reazioni generalizzate gravi sono la sede della puntura (più pericolose le punture al volto e al collo), l´età (gli anziani sono più a rischio, soprattutto se ipertesi o con patologie cardiache e respiratorie), l´uso di farmaci, antipertensivi come beta-bloccanti o Ace inibitori, il tipo di insetto (l´ape è più pericolosa della vespa), e il consumo di alcool.
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