Si chiamano "iDisorder", dal titolo dell´ultimo manuale ("iDisorder - Understanding Our Obsession With Technology and Overcoming Its Hold on Us", editore Palgrave MacMillan) dello psicologo californiano Larry Rosen, che è diventato un bestseller. Indicano le tecno-patologie, un mix di disagi a cui si va incontro vivendo ventiquattr´ore su ventiquattro tra pc, smartphone e tablet, spesso usati in contemporanea.
Ecco allora alcune tra le più comuni malattie da hi-tech individuate dallo psicologo (che insegna alla California State University), capaci di dare dipendenza in chi ne è colpito.
1) La "phantom vibration syndrome": è la sindrome da vibrazione fantasma, quella in virtù della quale si è convinti che il proprio cellulare squilli o vibri per una chiamata, ma quando si va a controllare si scopre che era solo un´impressione. Il fenomeno, nei casi più gravi, si verifica anche quando il cellulare è appoggiato sul tavolo, magari proprio davanti al suo proprietario.
2) Il "Google effect": è un problema che consiste nella crescente incapacità di memorizzare nuove informazioni (ma anche indirizzi, numeri di telefono) nell´illusione di poterli facilmente recuperare su Google o sui contatti del cellulare.
3) La "deviazione da Meformer": è tipica di chi passa tutto il tempo su Twitter cercando informazioni su se stesso.
4) La "Facebook depression": coglie sempre più spesso gli utenti dei social network.
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