Gli italiani stravedono per gli integratori alimentari e i "functional foods", i cibi funzionali che promettono miracoli per la salute dell´organismo senza farmaci. Si calcola che siano più di 10 milioni i nostri connazionali che assumono integratori abbastanza abitualmente, tra vitamine, fibre, aminoacidi, probiotici, creatina, carnitina e altro ancora. Per un giro di affari da 1,5 miliardi di euro.
Non sempre, però, ci si sofferma a cercare di capire se questi prodotti mantengano effettivamente le promesse che fanno. Insomma, se siano davvero efficaci.
Benefici da dimostrare
Il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell´Istituto Mario Negri di Milano, è un netto oppositore dell´efficacia degli integratori alimentari: "Sono inutili, non danno nessun beneficio, a parte i vantaggi per le tasche di chi li vende". Meno categorico è Cesare Sirtori, presidente della Società italiana di nutraceutica e docente di Farmacia all´università degli Studi di Milano: "È difficile stabilire quali e quanti vantaggi possono dare. Diciamo che non fanno male, se non si abusa. E comunque non sono doping".
Le sostanze più diffuse? "Quelle che piacciono agli sportivi, soprattutto creatina, carnitina e aminoacidi ramificati", spiega Sirtori. Ma ci sono anche integratori vitaminici, minerali, al riso rosso, fibre, probiotici: "Tutte sostanze che possono essere acquistate senza ricetta, in farmacia o nei negozi specializzati, ma - afferma Garattini - nella migliore delle ipotesi non servono a niente.
Su questo argomento leggi anche:
Commenti