Secondo il sessuologo Willy Pasini, fondatore della Federazione europea di sessuologia, bisogna distinguere tra quelle "hard", le classiche, e quelle "soft", più moderne. Le prime sono sempre state una sorta di obbligo: per esempio il feticista, una persona schiava di un´ossessione (slip, foulard o magari scarpe come unico oggetto del desiderio) che impone al proprio partner. Le seconde, invece, sono qualcosa a metà tra il gioco e l´esperimento. La coppia smette di fantasticare e sceglie di provare.
Si può dire che quello che era considerato perverso fino a qualche tempo fa ora non lo è più?
Anni di studi e ricerche hanno spazzato via vecchi pregiudizi. Oggi certe perversioni sessuali (quelle soft) non sono più classificate sotto la voce "degenerazioni morali". Nessuna patologia ma un´espressione di libertà, a differenza di quelle "hard" che, invece, la limitano.
Le perversioni fanno bene alla coppia?
Dipende. Possono far bene al singolo che ha scelto di separare sesso e amore, di mettere da parte la tenerezza e il sentimento. Diversamente, se non si riesce a trovare un buon coordinamento tra lui e lei, uno dei due rischia di soffrire
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