<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Staibene.it - Articoli di benessere</title><description>Articoli di benessere</description><image><title>Staibene.it</title><url>http://www.staibene.it/immagini/logo_staibene2.gif</url><link>http://www.staibene.it</link></image><link>http://www.staibene.it/sb_elenco_articoli.asp?AREA=benessere</link><language>it</language><item><title>Il naso rifatto? Non "tira" più...</title><link>http://www.staibene.it/articolo_naso_rinoplastica_ritocco_chirurgiaplastica_chirurgiaestetica_228059_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-31</pubDate><description>Come tutte le mode, anche quella di "rifarsi il naso", ricorrere al bisturi per migliorare il profilo magari adunco o promimente, sta piano piano tramontando. Gli ultimi dati relativi alla rinoplastica parlano di un deciso calo degli interventi: secondo l'Asaps (American society for aesthetic plastic surgery) nel 2011 la rinoplastica ha avuto un calo del 3,4% e dal 2002 e scesa dal quarto al sesto posto nella classifica degli interventi più richiesti. In Italia se ne eseguono circa 55 mila all'anno, ma negli ultimi anni la chirurgia al naso rappresentava il 17% del totale, l'anno scorso solo il 15%.

I motivi dell'inversione di tendenza
Ma perché questo improvviso cambiamento? Le ragioni possono essere diverse. Se da una parte e tramontata l'era delle facce tutte uguali, dall'altra sono cambiati i canoni estetici. Le punte alla francese, i nasi iperscavati e "pinzati" all'insù che andavano di moda negli Anni 60, o quelli con il dorso concavo e la punta piccola, realizzati in serie tipici degli Anni 80 non piacciono più.

Il bisturi non serve più
Chi non si rassegna puo sempre ricorrere alla medicina estetica che, senza il trauma del bisturi, assicura piccoli aggiustamenti persino che durano più di un anno, perché il naso, al contrario di altre parti del viso, rimane fisso e privo di mimica.
"Con la tecnica 'nose-up', che utilizza un acido ialuronico di media densità, si puo alzare la punta che con gli anni tende a scendere verso il basso e a diventare adunca o addirittura si puo raddrizzare un naso storto", spiega Rosalba Russo, medico estetico e vicepresidente della Sies (Società italiana di medicina e chirurgia estetica). "In questo modo si possono anche correggere asimmetrie dovute a progressive deformazioni e spostamenti delle cartilagini nasali e alcune deviazioni del setto, congenite o acquisite dopo un trauma che, quando s'invecchia, diventano più evidenti e antiestetiche. Oppure per migliorare tutto il viso sia frontalmente, sia di profilo si infiltra l'acido ialuronico proprio sotto la base del naso, dove si attacca il piccolo setto cartilagineo che separa le due narici: così la punta del naso si solleva e, di riflesso, anche il labbro superiore".
Per minimizzare la cosiddetta "gobba", invece, il filler va iniettato tra derma e cartilagine, sul dorso e sui lati del naso: in questo modo il profilo diventa più regolare. Oggi si vuole un naso naturale, simile all'originale che non stravolga il proprio aspetto. Le persone chiedono correzioni non eclatanti, che magari migliorano i difetti ma non li cancellano. Ti interessano i temi collegati alla chirurgia estetica? Leggi anche:

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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5299" type="image/jpeg"/></item><item><title>Rischio glutine anche nei cosmetici</title><link>http://www.staibene.it/articolo_glutine_celiachia_cosmetici_rossetto_bellezza_228047_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-30</pubDate><description>Ci sono cosmetici che sono a diretto contatto della bocca: rossetti e matite per le labbra, ma anche dentifrici e collutori. Se questi prodotti contengono glutine, possono rappresentare un pericolo vero, molto serio, per coloro che al glutine sono allergici: i celiaci. L'allarme arriva dall'ultimo congresso annuale dell'American College of Gastroenterology di Washington, negli Stati Uniti. 
Quali prodotti
I cosmetici potrebbero costituire un rischio potenziale per i celiaci. In particolare rossetti, balsami e matite per labbra, dentifrici e collutori contenenti tracce di glutine che, incidentalmente, vengono ingeriti. Gli specialisti statunitensi ora sollevano dubbi anche sull'uso di altre tipologie di prodotti di bellezza, riportando il caso di una donna di 28 anni, affetta da celiachia, che continuava ad avere identici sintomi gastrointestinali e la pelle ricoperta di macchie rossastre anche se non mangiava alimenti contenenti glutine. "I fastidi le sono passati del tutto solo quando ha interrotto l'uso di una crema emolliente per il corpo, reclamizzata come naturale" spiega Marie Borum, gastroenterologa della George Washington University.
Poca chiarezza in etichetta
Il caso della signora, che e una paziente della dottoressa Borum, ha indotto gli specialisti a svolgere una indagine conoscitiva su un campione di dieci prodotti di bellezza in commercio, i più venduti negli Stati Uniti, per valutare se ci fossero informazioni esaustive sulle etichette sull'eventuale contenuto di glutine. "Su dieci prodotti solo due fornivano informazioni dettagliate" afferma Marie Borum che ha diretto lo studio. "Mentre le indicazioni sugli alimenti sono complete, non si puo dire lo stesso per i cosmetici, anche quando si tratta di prodotti che vanno in contatto con le mucose, le labbra ed il viso. L'industria cosmetica usa i derivati di grano, frumento, farro, segale, kamut e orzo, che possono contenere tracce della frazione lipoproteica del glutine" conclude Marie Borum.
"Si ipotizza che l'ingestione accidentale di tracce di rossetti e matite, contenenti glutine, possa esacerbare i sintomi della celiachia e sono poche le aziende cosmetiche che dichiarano 'gluten free' i propri prodotti", sottolinea Pia Prakash gastroenterologa della George Washington University, coautrice della ricerca.
Nessun pericolo in Italia
I gastroenterologi americani alimentano così il tam-tam dei dubbi trasmesso da diverse associazioni dei consumatori e dai numerosi siti Internet e blog che accusano le industrie della bellezza di poca chiarezza, ma anche le abili e astute trovate marketing di alcune aziende cosmetiche che marchiano i loro prodotti con diciture tipo "adatto ai celiaci" o con il simbolo grafico della spiga sbarrata. Diciture bocciate dall'Associazione italiana celiachia, che ribatte: "I cosmetici, inclusi dentifrici, rossetto e burro di cacao, non comportano rischi per il celiaco e possono essere utilizzati in tranquillità".Ti interessano i temi collegati alla celiachia? Leggi anche:

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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5294" type="image/jpeg"/></item><item><title>Cosa non si fa per un ritocco...</title><link>http://www.staibene.it/articolo_ritocco_trattamentoestetico_trattamentiestetici_chirurgiaplastica_chirurgiaestetica_227976_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-25</pubDate><description>Disposti a tutto, per un ritocco. Anche a chiedere un prestito. Gli italiani e i nuovi canoni estetici: pur in tempi di crisi, c'è una discreta fetta di nostri connazionali che affronta senza troppi patemi una richiesta di finanziamento, in modo da potersi concedere un trattamento estetico. Difficile a credersi, ma è la realtà. La notizia arriva infatti da Prestiti.it, broker on line per il confronto dei prestiti, che ha condotto un'indagine sull'argomento.

Oltre mille al mese
Secondo i risultati della ricerca, oltre mille italiani, ogni mese, richiedono un finanziamento per gestire i propri trattamenti estetici. Che si tratti di vera e propria chirurgia estetica, di trattamenti di depilazione definitiva o di semplici iniezioni di filler per rallentare i segni dell'invecchiamento, quello che è evidente è che, crisi o non crisi, la cura del corpo continua ad essere un'esigenza degli italiani. E, complice la possibilità di dilazionare i pagamenti, sono in aumento le richieste per trattamenti di ogni genere.

La ricerca
L'analisi delle richieste di finanziamento fatta da Prestiti.it, tuttavia, fornisce dettagli che sorprendono: il 56% delle domande di prestito arriva da uomini, mentre la richiesta del gentil sesso si ferma al 44%. Va detto, ad ogni modo, che la presenza delle donne è piuttosto significativa, visto che solitamente questa resta al di sotto del 25%: il campione maschile, stando alle statistiche, è molto più avvezzo al credito al consumo rispetto a quello femminile. L'età media al momento della domanda è di 40 anni - età particolarmente significativa, perché segna l'ingresso nel mondo degli "anta" - mentre la cifra media richiesta è pari a 9.200 euro, che i richiedenti mirano a rimborsare in cinque anni (59 mesi, per l'esattezza). 
Le somme richieste
A ben vedere, l'importo medio richiesto fa pensare a interventi di medicina estetica, piuttosto che a semplici trattamenti dall'estetista: una rinoplastica, per fare qualche esempio, costa dai 4 agli 8 mila euro, un intervento al seno dai 6 ai 10 mila euro, un trapianto di capelli dai 3 ai 7 mila euro. A richiedere un finanziamento finalizzato al trattamento estetico sono soprattutto dipendenti privati (53%) e liberi professionisti (12%), ma colpisce che fra chi vuole "ritoccarsi" troviamo anche pensionati, disoccupati e casalinghe: queste tre categorie, insieme, rappresentano ben il 15% del campione totale. Ti interessano i temi collegati ai trattamenti estetici? Leggi anche:
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Le donne lo sanno bene: si calcola che l'investimento medio annuale dal parrucchiere di una quaranta-cinquantenne sia di oltre 280 euro, contro i 180 di una donna più giovane (fonte Nielsen).

Quando scatta l'allarme
"L'allarme scatta intorno ai 40-45 anni", spiega Daniele Campo, medico tricologo, docente al Master di Scienze Tricologiche dell'Università di Firenze. "Con la diminuzione degli estrogeni, che caratterizza l'avvicinamento alla menopausa, i capelli diventano più sottili, diradati e facilmente irritabili. Occorre compensare con i fitoestrogeni o gli integratori antiossidanti come la serenoa repens, che si estrae da una palma che cresce in Florida, in grado di conservare più a lungo gli ormoni femminili".
Altre sostanze indicate in questi casi sono l'idrocortisone butinato, il 5-alfa estradiolo, dall'azione rinforzante, mentre l'adenosina, l'ornitina e la taurina nutrono i capelli, stimolandone la vitalità. "Anche la caffeina, già sfruttata in cosmetica per le sue caratteristiche lipolitiche, fa bene", aggiunge Umberto Borellini, cosmetologo Sicc (Società italiana di chimica e scienze cosmetologiche), "è un ottimo energizzante: una ricerca dell'Università di Jena, in Germania, ha scoperto che favorisce la crescita dei capelli, non a caso è chiamata doping per capelli".

Il ruolo degli antiossidanti
Le chiome cominciano a invecchiare già da giovani: ogni capello in media vive da 3 a 6 anni e cresce di 1 millimetro ogni 3 giorni. Quando raggiunge le spalle, ha già due anni e ha subito almeno 200 lavaggi, oltre alle aggressioni delle asciugature, della spazzola e del sole. Senza contare tinture e decolorazioni.
"Rispetto agli anni scorsi, sono aumentate le donne che lamentano problemi ai capelli", spiega Daniele Campo. "Se prima chi si rivolgeva al tricologo era in prevalenza di sesso maschile, oggi la metà è costituita da donne che manifesta, a parte i disturbi relativi alla caduta e al diradamento, ciocche sottili, opache, senza tono, facile a spezzarsi".
Tra le cause principali c'è la mancanza di ferro, che può dipendere da un'alimentazione scorretta, da diete drastiche e mestruazioni abbondanti, tutti fattori molto frequenti nelle donne. "E' importante sottoporsi a un esame del sangue specifico, ricercando il valore della ferritina, che è il ferro che rimane depositato nell'organismo", aggiunge Campo. "Poi occorre prestare attenzione alla routine cosmetica, costituita da una detersione dolce, da un'idratazione e da una protezione continua di fusti e radici, indipendentemente dall'età. Il trattamento per capelli oggi è tra i più avanzati e non ha nulla da invidiare a quello per il viso: di recente è stata scoperta l'efficacia un ingrediente pregiato come il caviale, ricco di Omega 3, capace di neutralizzare i marker dell'invecchiamento. Anche i polifenoli e le ceramidi sono potenti anti-ossidanti, indispensabili per ridurre le doppie punte, rinforzare e ristrutturare la struttura capillare. Ti interessano i temi collegati al benessere dei capelli? Leggi anche:

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Per motivi medici
La tecnica nasce per motivi medici, prima ancora che estetici: "Esistono esiti da ustioni o da traumi che impediscono alle ciglia di crescere", spiega Luigi Sala, chirurgo plastico e ricostruttivo specializzato, membro della Società europea di chirurgia della calvizie. "Per ricrearle si procede come se si dovesse eseguire un trapianto dei capelli: si prelevano circa 30-40 follicoli piliferi dalla nuca, l'unica regione in cui crescono tutta la vita, si eseguono delle microincisioni lungo il margine ciliare e si innestano accuratamente i peli. Contro il fastidio si pratica un'anestesia locale: non esiste pericolo di rigetto, perché i follicoli sono riconosciuti come propri anzi, le ciglia crescono lunghe e forti, visto che è come se fossero capelli e vanno regolate".

Anche per le sopracciglia
La stessa procedura si può seguire per le sopracciglia, che possono diradarsi sia in seguito a traumi o cicatrici, sia dopo drastiche depilazioni o strappi eccessivi. "Anche in questo caso si prelevano i bulbi dalla nuca e si trapiantano tramite microincisioni nell'arcata sopraccigliare andando a riempire e a regolare la forma delle sopracciglia", continua Sala. "Già dopo sei mesi circa il 60% dei bulbi ricomincia a ricrescere: per un risultato definitivo bisogna attendere un anno".

Per motivi estetici
Se in Italia ciglia e sopracciglia sono l'ultimo trend in fatto di estetica, nei paesi anglosassoni da anni lo sguardo è ai primi posti dei canoni di bellezza. Negli Stati Uniti le attrici non fanno mistero di ricorrere alle extension per le ciglia: Nicole Kidman ammette di ritoccarle ogni sei-otto settimane, Naomi Campbell preferisce di gran lunga utilizzare le extension piuttosto che il mascara e doversi struccare ogni sera, mentre la spa Shikuza di New York, uno degli indirizzi più esclusivi per una remise en forme dello sguardo, ha una lista d'attesa di mesi per un appuntamento. 
Ma l'indiscusso guru mondiale delle ciglia è il chirurgo Alan Bauman, consacrato dalle più famose riviste d'oltreoceano come Vogue e W magazine, che opera a Boca Raton in Florida ed è stato tra i primi a mettere a punto la tecnica di infoltimento. Gli fa concorrenza Jeffrey Epstein a Miami, altro nome conosciuto tra lo star system di Hollywood, mentre chi vuole tirare con il prezzo, a suo rischio e pericolo, può andare a Shanghai dove si fa a gara a trovare il trapianto alla tariffa più stracciata.
In Inghilterra, complice anche la moda delle sopracciglia naturali che dilaga negli ultimi anni, secondo un'analisi che si è svolta all'ultima edizione del convegno annuale della British Association of Aesthetic Plastic Surgeon, l'infoltimento delle sopracciglia è una delle tecniche più diffuse, perché ritenuta più efficace per un effetto reale e naturale del tatuaggio permanente. Tra i pionieri il dottor Bessam Farjo, inglese di Manchester, uno dei massimi esperti al mondo dei metodi di rinfoltimento. 
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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5259" type="image/jpeg"/></item><item><title>Il fitness virtuale fa bene ai nonni</title><link>http://www.staibene.it/articolo_fitness_anziani_over65_attivitàfisica_227893_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-19</pubDate><description>Divertirsi, mantenendosi in forma sia nel corpo che nella mente. Praticamente il massimo per gli anziani, se si considera che il declino fisico e cognitivo va fronteggiato al meglio in quel periodo della vita. Già, ma cosa è in grado di raggiungere questo obiettivo così importante? I videogiochi interattivi che uniscono la dimensione ludica all'attività fisica. Gli americani li hanno ribattezzati "exergames" (dall'unione dei vocaboli inglesi "exercise" e "games") e hanno il vantaggio di garantire un maggiore beneficio cognitivo per gli anziani rispetto agli esercizi tradizionali.

Utili, divertenti e accattivanti
Come si legge sulla rivista scientifica "American Journal of Preventive Medicine", una ricerca ha appena scoperto che "per gli anziani la realtà virtuale e l'esercizio interattivo potenziato, come il 'cybercycling' proposto due o tre volte alla settimana per 3 mesi, hanno dato maggiori benefici cognitivi e una maggiore protezione contro il decadimento cognitivo lieve (MCI), rispetto ai programmi analoghi di esercizio tradizionale". Parola di Cay Anderson-Hanley, del dipartimento di Psicologia della Union College di Schenectady, negli States. 
La ricerca dimostra che l'esercizio fisico può prevenire o ritardare la demenza e migliorare le funzioni cognitive durante l'invecchiamento normale. Tuttavia, solo il 14% degli adulti di età compresa tra 65-74 anni, e solo il 7% di quelli oltre i 75, eseguono periodicamente esercizi tradizionali. Gli Exergames, invece, sono risultati più accattivanti perché, mantengono il potenziale benefico del fitness, spostando però l'attenzione sul gioco e gli scenari tridimensionali, spingendo gli anziani a una maggiore frequenza e intensità delle attività fisiche con risultati migliori per la salute.

Bici, meglio virtuale che reale
Lo studio promosso ha coinvolto 101 volontari di età compresa tra i 58 e i 99 anni, spinti a esercitarsi sulle cyclette. Alla cyclette tradizionale, 79 partecipanti hanno completato la formazione. Alla Cybercyclette che prevedeva tour 3D e le battaglie contro un "Ghost Rider", 63 adulti hanno completato lo studio, in media di tre corse a settimana.
La valutazione cognitiva per comprendere il miglioramento o meno di funzioni esecutive come la pianificazione, la memoria, l'attenzione e la soluzione dei problemi è stata condotta al momento dell'arruolamento, un mese dopo e 3 mesi dopo le attività proposte.
I cyber-piloti avevano significativamente migliorato la funzione esecutiva rispetto a quelli che avevano guidato una cyclette tradizionale stazionaria. I cybercyclist inoltre avevano sperimentato una riduzione del 23% in progressione della demenza senile. Ti interessano i temi collegati alla terza età? Leggi anche:

Anziani: più valzer, meno cadute
Anziani, meno cadute senza gli occhiali multifocali
Chi ha una vita sociale attiva invecchia meglio
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5253" type="image/jpeg"/></item><item><title>Bevuto troppo? Ecco la radice ad hoc</title><link>http://www.staibene.it/articolo_sbronza_sbornia_alcol_alcolici_medicinaalternativa_fitoterapia_227801_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-12</pubDate><description>Il suo nome scientifico, Hovenia dulcis, ci dice poco o nulla. Ancora meno, forse, il termine più comune con cui viene chiamata: albero dell'uva passa. Invece si tratta di una pianta molto usata nella medicina tradizionale cinese, di cui sono appena state scoperte proprietà fondamentali per affrontare il giorno dopo una bevuta eccessiva: per combattere i postumi di una sbronza, insomma, l'estratto della radice di questa pianta si può rivelare molto efficace.

Superare l'intossicazione da alcol
I frutti dolcissimi dell'albero dell'uva passa contengono dei semi che sono utilizzati da oltre 500 anni, in Cina, come rimedio per le sbornie. Ora un gruppo di ricercatori statunitensi dell'Università della California di Los Angeles, guidati da Jing Liang, è riuscito a isolare la molecola (di-idromiricetina) che permetterebbe all'organismo di superare le intossicazioni da alcol. I ricercatori intendono avviare una fase di sperimentazione sull'uomo di composti a base di questa molecola.

Anche in caso di dipendenza da alcol
 "Sappiamo che questa sostanza è in grado di ridurre gli effetti della sbronza", ha spiegato il principale autore della ricerca, "e di lenire i sintomi dell'hangover, cioè i postumi della sbornia. Ma crediamo anche che questa sostanza con il tempo, possa aiutare a curare proprio la dipendenza dall'alcol". Ti interessano i temi collegati all'alcol? Leggi anche:

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Dopo una sbronza il cervello non è pronto a guidare

TEST: quanto alcol puoi bere?
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5224" type="image/jpeg"/></item><item><title>Il maschio villoso non piace più</title><link>http://www.staibene.it/articolo_uomo-villoso-non-piace-epilazione-depilazione-maschile_227765_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-10</pubDate><description>Petto villoso, barba, occhi e capelli neri, tratti tipicamente mediterranei... Il maschio virile per antonomasia, quello che un tempo nasceva con i caratteri dello sciupafemmine, non è più tale. Perché i canoni della bellezza maschile sono cambiati. L'iconografia classica della mascolinità sbiadisce, a favore di un uomo rigorosamente depilato, che ha una cura quasi maniacale del suo corpo.
Cura del corpo per lui
È vero che la fonte di questa fotografia del costume è decisamente di parte (una ricerca condotta tra 100 estetisti italiani, condotta dalla psicologa Serenella Salomoni in collaborazione col Centro Studi Dermal Institute di Bologna), ma non è altro che una conferma statistica di quanto tutti noi osserviamo ormai da tempo: l'uomo medio non si rispecchia più nella sua immagine "villosa". Anzi, ricorre sempre più spesso alla depilazione, oltre ad andare assiduamente in palestra. E si dedica alla cura del corpo in un modo che soltanto due decadi fa sarebbe suonato assurdo e surreale.
Il boom dell'epilazione maschile
Prendiamo ad esempio l'epilazione: gli uomini italiani ne sono diventati autentici maniaci. Non sopportano peli sotto le ascelle (38% degli intervistati), sulle cosce (25%), sulle braccia e gli avambracci (18%); c'è chi addirittura li odia sulle dita (11%), ma ci sono anche i fondamentalisti delle parti intime (8%).

Perché si depilano? Per evidenziare la muscolatura e il corpo in generale (37%), non solo sulla spiaggia, per stare meglio con se stessi e gli altri (25%); per questioni di igiene personale (16%), per motivi sportivi, per coloro che praticano discipline come il nuoto e la bici (10%), per sentirsi più puliti e per lavarsi più velocemente e agevolmente (8%), per motivi professionali (4%), ad esempio i modelli. Ma c'è anche chi si depila per necessità: per esempio un 5% del campione esaminato dichiara che si è stancato di farsi la barba o un 4% che non sopporta più il rasoio sulla pelle per le forti irritazioni cutanee.

Un fattore importante è la ricerca dell'apprezzamento da parte dell'universo femminile: chi si è depilato dichiara di essere stato ancora più ammirato dalla propria partner (67%) e non tornerebbe mai a un corpo villoso (83%). Ti interessano i temi collegati alla cosmetica? Leggi anche:

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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5203" type="image/jpeg"/></item><item><title>Pelle, remise en forme dopo-Feste</title><link>http://www.staibene.it/articolo_pelle-cute-feste-consigli-chirurgo-estetico_216206_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-05</pubDate><description>"Nel dopo feste siamo tutti meno belli e sicuramente più invecchiati. Questo è il periodo peggiore dell'anno per il nostro fisico e per la nostra pelle. Bisogna rimettersi in forma da subito o sarà sempre più dura ritornare quelli di prima". Giulio Basoccu, chirurgo estetico, docente all'Università La Sapienza di Roma, invita a correre subito ai ripari dopo un periodo di pranzi luculliani fatti di alimenti molto calorici e grassi e di bevande alcoliche.

Le cause dello stress
"Festeggiare porta a bere e a mangiare di più e questo fa certamente bene alla psiche ma meno al corpo", spiega il professor Basoccu. "Non solo si assumono più calorie, ma si prende peso anche perché non ci si muove o lo si fa poco. Insomma, ci si riempie di tossine e di questo ne risente in modo particolare la nostra pelle, che ne esce particolarmente stressata". Non solo: il ritmo del sonno è stato alterato perché più volte si è fatto molto tardi la sera e questo ha contribuito a dare al nostro volto un aspetto pallido, opacizzato, con borse e occhiaie. Le donne in particolare hanno usato di più prodotti per il trucco ovviamente per le varie occasioni di festa tenendo sul viso ciprie, phard e ombretti per molte ore. Questo può aver provocato una secchezza della pelle".

Le regole per recuperare
Per ritornare in forma bisogna muoversi da subito o ci troveremo tra qualche mese a pensare all'estate e a dover fare i salti mortali per riparare i danni che ci portiamo dietro dalle feste. Ecco le regole fondamentali per recuperare.
"Brufoli da stravizi a tavola? Non spremeteli, si possono infettare e possono rimanere delle cicatrici. La pelle del viso va pulita a fondo facendo peeling agli acidi fruttati per esempio, profondi, ma non aggressivi. Le maschere idratanti sono importanti per ridonare alla cute la giusta quantità di acqua e la conseguente luminosità che si è persa anche per aver fumato qualche sigaretta in più durante gli incontri con amici e parenti".
E ancora: problemi di microcircolazione, specie alle gambe, con conseguente cellulite? "In questi casi”, dice ancora il professor Basoccu, "cominciare con massaggi linfodrenanti è la cosa giusta da fare. Sono utili a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine nell'organismo. Si basano su manipolazioni che hanno il compito di convogliare la linfa dagli arti inferiori verso il tronco".Ti interessano i temi collegati alla pelle? Leggi anche:
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Bellezza, ecco i cosmetici come li preparava la nonna</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5192" type="image/jpeg"/></item><item><title>Papaya? Biofermentata è meglio</title><link>http://www.staibene.it/articolo_papaya-biofermentata-antinvecchiamento-antieta-antiaging_214946_salute_1.html</link><pubDate>2012-01-02</pubDate><description>Mettete insieme un po’ di smog e fumo di sigaretta, un’alimentazione carente di vitamine, lo stress dei tanti impegni familiari e di lavoro. Otterrete un mix esplosivo per la salute con conseguente aumento dei radicali liberi e l’abbassamento delle difese immunitarie. Il risultato? Stanchezza cronica, invecchiamento della pelle e del cervello e maggiore esposizione alle patologie stagionali. Come difendersi allora? Mangiare più frutta fresca è certamente un’ottima soluzione. Soprattutto quando la scelta cade sulla papaya. Quante virtùLa “fruta de bomba” di cui tanto si parla è molto ricca di sostanze preziose: contiene fibra e calcio oltre a caroteni e carotenoidi, precursori della vitamina A. Inoltre ha una buona percentuale di vitamina B e una dose discreta di C. È particolarmente indicata per i bambini, perché li protegge dalle infezioni e aiuta i loro fondamentali processi della crescita. Il frutto fresco, però, non è in grado di svolgere attività sul sistema anti-ossidante endogeno o incrementare le difese immunitarie che vengono attivate, invece, se il frutto è sottoposto a bio-fermentazione. La versione biofermentataIl processo di bio-fermentazione, che un Paese avanzato come il Giappone realizza da vent’anni, permette di modificare profondamente il contenuto di proteine e carboidrati contenute nel frutto, originando un complesso di nuove sostanze chiamate ß-Glucani. Queste sostanze agiscono sia come “spazzini” dei radicali liberi, sia come protettori delle membrane cellulari e del Dna dallo stress ossidativo.Il risultato è la preparazione di papaya fermentata, un preparato in polvere molto efficace per contrastare l’invecchiamento e i problemi derivanti dall’avanzare dell’età, come anche per integrare l’alimentazione in caso di infezioni ricorrenti o casi di immunodepressione. I medici consigliano di assumere 1 bustina di papaya biofermentata al giorno, meglio se al mattino appena svegli, per un mese, 2-3 volte l’anno, aumentando i periodi di assunzione quando si è sottoposti a stress ambientali oppure non è possibile seguire abitudini salutari a causa di viaggi, lavoro, ecc. La preparazione ha un sapore lievemente dolce, pur non essendo presente glucosio, e un gusto fruttato; si assume lontano dai pasti facendo sciogliere il contenuto della bustina sotto la lingua prima di deglutire.</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=5185" type="image/jpeg"/></item></channel></rss>
