<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Staibene.it - News</title><description>News</description><image><title>Staibene.it</title><url>http://www.staibene.it/immagini/logo_staibene2.gif</url><link>http://www.staibene.it</link></image><link>http://www.staibene.it</link><language>it</language><item><title>Sclerosi multipla, un test la diagnostica 9 anni in anticipo</title><link>http://www.staibene.it/articolo_sclerosi-multipla-diagnosi-test-analisi-sangue_220859_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-25</pubDate><description>25 GIU - Un test del sangue potrebbe predire l'insorgere della sclerosi multipla con nove anni di anticipo rispetto a quelli ora in uso. A metterlo a punto un team di ricercatori israelliani che ha pubblicato la scoperta sulla rivista scientifica “Neurobiology of Disease”.<br />
Lo studio ha esaminato campioni di sangue di 20 soldati israeliani di 19 anni, nove dei quali hanno poi sviluppato la malattia. Centinaia di geni sono stati analizzati alla ricerca di indicatori che mostrassero qualche differenza fra i soggetti sani e quelli che poi si sarebbero ammalati.<br />
"I pazienti che hanno sviluppato la sclerosi multipla avevano una sorta di firma nel sangue diversa dagli altri”, ha spiegato Anat Achiron, dell'Università di Tel Aviv. “Questo risultato può essere utilizzato per individuare la sclerosi multipla con largo anticipo, fino a nove anni prima, rispetto a quando si manifestano i sintomi".<br />
Secondo l'esperto l'analisi del sangue si potrebbe applicare anche ai familiari di chi ha la malattia, che ha una forte componente ereditaria. Attualmente non ci sono cure per la sclerosi multipla, ma esistono farmaci in gradi di rallentarne la formazione, se somministrati precocemente.<br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>L’insonnia facilita il mal di testa cronico</title><link>http://www.staibene.it/articolo_insonnia-favorisce-mal-di-testa-emicrania-cefalea-cronica_220832_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-24</pubDate><description>24 GIU - L'insonnia puo' facilitare l'insorgere dell'emicrania cronica perchè aumenta l'espressione di alcune proteine. Lo hanno scoperto i ricercatori della Missouri State University, che hanno presentato i risultati al meeting della American Headache Society a Los Angeles.<br />
“Dati clinici precedenti avevano legato la qualità del sonno all'emicrania”, ha affermato Paul Durham, uno degli autori, “quindi abbiamo usato un modello di privazione del sonno per misurare il livello delle proteine che abbassano l'attivazione del sistema nervoso alla base della trasmissione del dolore durante l'emicrania. Abbiamo trovato che una privazione del sonno Rem causa un aumento dell'espressione delle proteine p38, Pka e P2x3, che sono conosciute per il ruolo nell'iniziare e sostenere il dolore cronico”.<br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>Gli omega 3 aiutano a vincere la depressione</title><link>http://www.staibene.it/articolo_omega-3-contro-la-depressione_220831_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-23</pubDate><description>23 GIU - Gli omega 3, i grassi “buoni” contenuti nel pesce, nelle noci e in alcuni semi, funzionano come antidepressivo. Lo ha dimostrato uno studio canadese realizzato da una rete di università (Montreal, McGill, Laval, e Queen's) su 432 volontari seguiti per quattro anni. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Psychiatry”, indica che l'uso di integratori a base di Omega 3 su pazienti con depressione severa, resistenti ad alcuni antidepressivi e che non hanno disturbi d'ansia, ha buoni risultati.<br />
Nel corso della sperimentazione la metà dei pazienti è stata trattata con integratori di acidi grassi (3 capsule al giorno) per otto settimane. L'altra metà, invece, con capsule placebo, riempite di olio di girasole. Nella prima analisi dei dati non era stato possibile accertare l'efficacia del trattamento. Ma da test successivi, condotti dai ricercatori diretti da Francois Lesperance, è risultato chiaro che gli Omega 3 erano particolarmente efficaci nelle persone con depressione maggiore, ma non nei pazienti con disturbi ansiosi.<br />
Ora i ricercatori puntano a uno studio comparativo tra gli integratori di acidi grassi e gli antidepressivi tradizionali, per una conferma definitiva della cura alternativa che potrebbe aiutare a superare il problema dell'abbandono della terapia, frequente con i medicinali classici a causa degli effetti collaterali poco tollerati.<br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>

</description></item><item><title>Malattie reumatiche? Ferie al mare e tanto nuoto</title><link>http://www.staibene.it/articolo_malattie-reumatiche-nuoto-attivita-fisica-mare-sole_220830_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-22</pubDate><description>22 GIU – Il modo migliore per contrastare le malattie reumatiche, di cui soffrono tra i 10 e i 13 milioni di italiani, è andare in ferie al mare e concedersi lunghe nuotate. Ecco i consigli di Maurizio Cutolo, direttore della Clinica di reumatologia dell'università di Genova per fronteggiare dolori e problemi alle articolazioni.<br />
“Il contenuto salino del mare fa bene e il movimento in acqua è un vero e proprio toccasana per chi fa i conti con queste patologie, poiché limitiamo il carico sulla colonna e non avvertiamo il dolore acceso dalla malattia. L'acqua dunque mette a tacere le ossa dolenti, e intanto, grazie al movimento, rinforziamo muscoli e tendini, fattore importantissimo.<br /> 
E se muoversi in acqua sarebbe la cosa migliore, per contrastare le malattie reumatiche quel che conta è fare movimento più in generale. "Anche 20-30 minuti di cammino ogni giorno, approfittando del tempo libero”, spiega Cutolo, “vanno benissimo, l'importante è che le ferie siano all'insegna del movimento, vero e proprio antidolorifico contro il dolore di ossa”.<br />
Altra buona regola da tenere bene a mente quando si parte per la meta estiva, "è quella di non esagerare col sole". Per chi è alle prese con una malattia reumatica, infatti, "si raccomandano non più di 20 minuti", perché il calore generato dai raggi solari finisce per accendere non solo la tintarella, ma anche le infiammazioni. Non dimentichiamo, tuttavia, che eliminare totalmente il sole è un errore: i raggi solari sono infatti l'unico catalizzatore di vitamina D. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>

</description></item><item><title>Stress, le donne ne soffrono di più</title><link>http://www.staibene.it/articolo_donne-soffrono-lo-stress-piu-degli-uomini_220829_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-21</pubDate><description>21 GIU - Più stressate per natura. Le donne sono più vulnerabili alle tensioni, e non di poco: per l'esattezza, sono sensibili il doppio allo stress rispetto agli uomini. Tutta colpa di un ormone conosciuto dagli addetti ai lavori con l'acronimo di Crh, vale a dire il fattore di rilascio della corticotropina. A inchiodarlo sul banco degli imputati i ricercatori del The Children's Hospital of Philadelphia, negli Usa, con uno studio che ha guadagnato le pagine della rivista scientifica “Molecolar Psychiatry”.<br />
L'ormone sotto accusa renderebbe le donne un bersaglio più appetibile per depressione, ansia e altri disturbi legati a doppio filo allo stress. La prova arriva da un test condotto su topi, costretti a sessioni di nuoto forzate, che ha dimostrato come il cervello delle femmine fosse più sensibile ai livelli del fattore di liberazione della corticotropina.
Anche se lo studio è stato condotto su topi, il Crt svolge un ruolo di rilievo in tutti i mammiferi, uomini compresi. “Sebbene ulteriori ricerche sono indubbiamente necessarie”, riconosce Rita Valentino, a capo del team di studiosi statunitensi, “per determinare se i risultati possono essere estesi anche agli essere umani”.<br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>Dopo lo sport, latte e cioccolato è il miglior integratore</title><link>http://www.staibene.it/articolo_latte-e-cioccolato-migliore-integratore-dopo-lo-sport_220802_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-20</pubDate><description>20 GIU - Il latte al cioccolato aiuta gli sportivi a reintegrare i liquidi persi durante gli sforzi fisici e a potenziare la massa muscolare, facilitando il recupero fisico: a sostenerlo è uno studio presentato dalla James Madison University (Virginia, Usa) in occasione dell’ultimo congresso dell'American College of Sports Medicine che si è tenuto a Seattle.<br />
Gli studiosi sostengono, inoltre, che bere latte al cioccolato dopo un allenamento faticoso potrebbe anche aiutare i muscoli a funzionare meglio durante gli allenamenti successivi. Il segreto sarebbe nei carboidrati e nelle proteine del cioccolato, capaci di rifornire i muscoli di energia, e nelle proteine del latte, che invece aiuterebbero la massa muscolare a ricostituirsi. Il latte fornisce anche i liquidi ed elettroliti per la reidratazione, tra cui potassio, calcio e magnesio, che vengono persi con il sudore. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>La passione per il gioco di azzardo è ereditaria</title><link>http://www.staibene.it/articolo_gioco-di-azzardo-dipendenza-gemelli-genitori-ereditarieta_220801_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-19</pubDate><description>19 GIU - La dipendenza dal gioco d'azzardo tende a trasmettersi dai genitori ai figli. Uno studio australiano condotto su 2350 coppie di gemelli conferma che i geni svolgono un ruolo in diverse forme di dipendenza, e non fa eccezione quella dal gioco d'azzardo, che secondo le stime conta in Australia circa 300 mila casi patologici su una popolazione totale di 21 milioni. Inoltre tra gemelli se uno dei due ha un problema con il gioco, l'altro avrà maggiori probabilità di svilupparlo se si tratta di gemelli identici.<br />
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Archives of General Psychiatry”, è il primo a prendere in esame anche le donne. Studiando gemelli sia identici, sia fraterni, cioè dizigoti, gli studiosi australiani del Queensland Institute of Medical Research, in collaborazione con l'università del Missouri in Usa, hanno potuto distinguere il differente impatto dei fattori genetici e di quelli ambientali. Alle 2700 donne e 2000 uomini, e a dei loro amici e famigliari, sono state poste domande sul gioco d'azzardo. Quasi tutti gli intervistati hanno detto di praticarlo in qualche misura, ma la probabilità di dipendenza è più che doppia fra gli uomini che fra le donne.<br />
Definendo i casi patologici secondo una serie di criteri, l'incidenza fra le donne è risultata di circa l'1%, contro il 3% fra gli uomini, ma la differenza fra i sessi è spiegata in gran parte come effetto di fattori sociali e ambientali. Tuttavia la genetica ha un ruolo. “Se il tuo gemello ha un problema con il gioco, tu avrai una maggiore probabilità di svilupparlo se siete gemelli identici, piuttosto che fraterni”, scrivono gli autori. Una differenza non spiegata dai fattori ambientali condivisi.<br />
Sembra escluso tuttavia che esista un “gene del gioco d'azzardo”: “Come l'alcoolismo, il gioco d'azzardo patologico è un disturbo complesso”, scrivono. “La risposta sta in una combinazione di geni, non sappiamo quanti, ma ciascun gene contribuisce ad aumentare il rischio”. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>Sport, immersioni subacquee a rischio per il fegato</title><link>http://www.staibene.it/articolo_anche-il-fegato-a-rischio-embolia-da-immersioni-subacquee_220726_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-18</pubDate><description>18 GIU – Non solo i polmoni rischiano di finire vittime di un’embolia gassosa.  Anche il fegato può soffrire delle temute bolle d’aria che possono formarsi durante le immersioni con bombole e autorespiratori. La scoperta, pubblicata sull'“American Journal of Physiology” giunge da una sperimentazione appena conclusa dal Centro Extreme, il team multidisciplinare pisano cui fanno riferimento i ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc-Cnr) e dell'Istituto di scienze e tecnologia dell'informazione (Isti-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dell'Università di Pisa e della Scuola Sant'Anna.<br /> 
L'ipotesi che i gas intestinali, sottoposti per lunghi periodi alle alte pressioni dovute all’immersione, creino potenziali danni per embolizzazione del fegato è stata verificata nell'uomo attraverso una serie di indagini non invasive, come l'ecografia epatica e una sofisticata analisi numerica delle immagini registrate prima e dopo immersioni. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>Sovrappeso, ecco perché ci vediamo grassi senza esserlo</title><link>http://www.staibene.it/articolo_Sovrappeso-ecco-perché-ci-vediamo-grassi-senza-esserlo_220723_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-17</pubDate><description>17 GIU - Il cervello ha un'immagine distorta del corpo che lo “ospita”: può arrivare a ritenerlo due terzi più grande di quello che è in realtà. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista scientifica “Pnas”, che potrebbe spiegare disordini come l'anoressia, ma anche perché alcune donne si vedono grasse nonostante non lo siano.<br />
I ricercatori dell'University College di Londra (Gran Bretagna) hanno chiesto a 18 volontari di mettere la propria mano sinistra sotto un tappetino, e di indicare dove si trovavano le dita e altre parti. Tutti i partecipanti allo studio hanno sbagliato a intuire la forma della mano, ritenendola più grande di quanto fosse in realtà. Queste distorsioni, spiegano i ricercatori, sono nel subconscio, e in alcuni soggetti potrebbe essere più forte che negli altri. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item><item><title>Gli italiani si riscoprono nazionalisti e autocritici </title><link>http://www.staibene.it/articolo_test-sondaggio-gli-italiani-si-riscoprono-nazionalisti-autocritici _220682_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-16</pubDate><description>Siamo italiani e, nonostante tutto, contenti di esserlo. Magari non proprio nazionalisti al 100%, ma comunque orgogliosi di vivere in Italia. Pur con tutti i limiti (ma senza gli stereotipi) che il mondo riconosce agli abitanti del Belpaese. La fotografia dell’“italianità” arriva dall’ultimo <a href="http://www.staibene.it/sb_test_new_step.asp?id=223"><b>test-sondaggio</b></a> di taglio psicologico realizzato da Staibene.it sui suoi utenti.<br />
Tra i dati più interessanti, il fatto che ai tre quarti dei partecipanti (il 76%) non interessa quello che i giornali stranieri scrivono sul nostro Paese. E che prenderebbe le difese dell’Italia, di fronte a due stranieri che la criticassero per la mafia.<br />
Gli italiani interpellati da Staibene.it sono più responsabili di quanto ci si aspetti: non coincidono, cioè, con lo stereotipo del furbetto. Più della metà (il 55%) segnalerebbe subito al direttore della sua banca un accredito effettuato per sbaglio sul suo conto. E solo l’1% prometterebbe una mancia all’impiegato per favorire l’accelerazione di una pratica burocratica (contro il 71% che cercherebbe piuttosto di impietosire l’addetto allo sportello).<br />
Sorpende infine una certa consapevolezza dei limiti caratteriali e civici dell’italiano doc: il 77% riconosce l’insofferenza alle regole come prima causa delle continue violazioni dei limiti di velocità; il 63% giudica tendenzialmente “indisciplinato” il turista tricolore all’estero. <br /><br /><div align="right">Redazione Staibene.it – 2010</div>
</description></item></channel></rss>
