Sono la passione della stragrande maggioranza degli adolescenti. E anche gli adulti non li disdegnano affatto. Li chiamano "energy drink" e non sono così innocui come vorrebbero apparire. Più ancora di semplici bevande che puntano a dare energia, infatti, rischiano di avere più effetti negativi di quelli che pensiamo.
EFFETTI COLLATERALI - Mascheramento dell’effetto depressivo dell’alcol, che porta il consumatore a sottovalutare il proprio stato di ebbrezza alcolica; rischio di disidratazione; alterazioni del ritmo cardiaco; alterazione della funzionalità renale. Eccoli, i potenziali rischi a cui si può andare incontro con i cosiddetti “energy drinks”, bevande analcoliche che contengono sostanze stimolanti, il cui consumo non è “scevro da rischi per la salute umana”. Lo sostiene il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare in un parere con cui mette in luce anche i pericoli che derivano dall’assunzione contemporanea di energy drinks e alcol.
TEENAGERS E STUDENTI - Il Comitato nazionale fa notare che i principali consumatori di energy drinks sono giovani adulti compresi tra 18 e 35 anni, ma “non va trascurata la presenza di consumatori adolescenti”. Diversi studi in Europa e negli Usa hanno evidenziato una prevalenza di consumatori tra gli studenti, e in Italia uno studio effettuato dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Messina ha rilevato un consumo di energy drinks da parte del 57% degli studenti.
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