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Sclerosi multipla, al via sperimentazione del metodo Zamboni

10/08/2012

Parte lo studio di efficacia approvato dal ministero della Salute

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Dopo tante polemiche, che comunque non sono certo destinate a smontarsi, il metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla fa segnare un primo concreto punto a suo favore. È appena partita a Ferrara, infatti, la sperimentazione clinica denominata "Brave Dreams" (Sogni Coraggiosi), diretta a dimostrare come la teoria elaborata dal chirurgo vascolare sia in grado effettivamente di rappresentare una terapia efficace contro la grave patologia autoimmune.

 

METODO DISCUSSO - Il metodo ideato da Paolo Zamboni parte da un presupposto: la sclerosi multipla sarebbe collegata all´Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI). Dunque, liberando le vene e favorendo l´afflusso di sangue al cervello, la malattia regredirebbe. In effetti, Zamboni ha già raggiunto ottimi risultati con diverse sperimentazioni condotte da un suo team di esperti di riferimento. Dopo due anni di battaglie, è riuscito a ottenere dal ministero della Salute il via libera a una sperimentazione ufficiale che, qualora avesse risultati positivi, confermerebbe una volta per tutte la validità del metodo Zamboni dal punto di vista terapeutico.

 

LA MALATTIA - In Italia ogni quattro ore viene diagnosticato un nuovo caso di sclerosi multipla, ogni anno 1.800 persone si ammalano, 63 mila sono gli italiani che ne soffrono, per lo più donne tra i 20 e i 40 anni.

 

La sclerosi multipla è una delle malattie più comuni del sistema nervoso centrale, una malattia cronica, spesso progressivamente invalidante, causata da una degenerazione della guaina mielinica.

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